
Al Museo Ebraico di Roma si è svolta la terza edizione del concerto dal titolo:“ Viaggio nella musica degenerata”, promosso dalla Fondazione per il Museo Ebraico di Roma e dalla Comunità Ebraica, in occasione della Giornata della Memoria. Un appuntamento intenso, capace di trasformare la musica in strumento di testimonianza e riflessione. Alla serata erano presenti il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, la presidente della Fondazione Museo Ebraico di Roma Alessandra Di Castro, l’assessore alla cultura della Comunità Ebraica di Roma Giacomo Moscati e l’Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, a sottolineare il valore istituzionale e simbolico dell’iniziativa.
Il titolo del concerto richiama l’espressione “ Entartete Musik”, con cui il regime nazista bollò come “degenerate” le opere di compositori ebrei o non conformi all’ideologia del Terzo Reich. Da quelle musiche proibite e perseguitate ha preso forma un percorso sonoro che ha attraversato epoche e linguaggi diversi, restituendo voce a storie cancellate. Il programma ha spaziato da Salomone Rossi ad Adolf Busch, da Ilse Weber ad Amitai Ne’eman, alternando brani colti e tradizionali. Particolarmente toccante l’esecuzione di “ Ich wandre durch Theresienstadt” di Ilse Weber, nata all’interno del ghetto-campo, dove la musica rappresentò un ultimo gesto di umanità.
Sul palco, l’ensemble composto da Davide Casali al clarinetto, Cristina Nadal al violoncello – e alla voce – ed Elia Vigolo al violino ha dato vita a un dialogo musicale intenso e misurato, capace di evocare malinconia, resistenza e speranza. Ricordare attraverso la cultura significa sottrarre la memoria all’astrazione e restituirle corpo, suono e presenza. In questo senso, la musica si conferma uno degli strumenti più potenti del ricordo: non un semplice accompagnamento commemorativo, ma un linguaggio capace di trasmettere emozioni, identità e senso di continuità.













