
Quarant’anni fa la visita di Papa Giovanni Paolo II al Tempio Maggiore di Roma segnò una pagina indimenticabile della storia tra l’ebraismo e il cristianesimo. Per ricordare e raccontare degli aneddoti particolari che segnarono quella visita si è tenuto al Museo Ebraico di Roma l’incontro “Quel giorno in Sinagoga”.
Ad aprire l’evento il Presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha spiegato come quella visita segnò un punto di svolta tra ebraismo e cristianesimo: “Tutti ebbero la percezione di trovarsi davanti alla storia”. Per il giornalista Marco Guerra, che ha moderato il dialogo fra il Rabbino Capo Riccardo Di Segni e il professor Alberto Melloni, quella visita rese la città di Roma “laboratorio unico di incontro tra religioni”.
La parola è poi passata a Rav Riccardo Di Segni, che ha raccontato la reazione della comunità ebraica di Roma all’annuncio della visita del Papa in Sinagoga. “L’incontro colse abbastanza di sorpresa, compreso Rav Toaff”. Tuttavia, spiega Rav Di Segni, il Rabbino Capo di allora, Toaff, prese in mano la situazione e organizzò il cerimoniale in maniera meticolosa: “Il modo di gestire la cerimonia è stato deciso e gestito da lui accuratamente e con pugno di ferro”. “L’impatto della visita fu mondiale sulla visita. Addirittura ci fu il taglio del New York Times”, ha aggiunto.
Il professor Melloni, definendo l’incontro tra i due leader “un insegnamento permanente per entrambe le religioni”, ha spiegato come Rav Toaff volesse un incontro con il Papa poiché Wojtyła, quando era vescovo in Polonia, visitò la sinagoga a Varsavia, “fatto assolutamente non rituale del posto”, e inoltre il Papa si rifiutò di battezzare un bambino ebreo nonostante non l’avesse mai dichiarato.
Melloni ha poi sottolineato come, nonostante la visita di Giovanni Paolo II gli avesse fatto credere che il tema dell’antisemitismo fosse archiviato, le due religioni abbiano vissuto negli ultimi anni un ritorno dell’antisemitismo, paragonandolo a “un elastico storico tirato fino a un punto estremo, considerato ormai archiviato. Basta un secondo per tornare ancora più indietro”.















