
Rachel Goldberg-Polin è stata inserita dalla nota rivista USA Today tra le “Donne dell’Anno”, un riconoscimento assegnato alle donne che si sono distinte per l’impatto significativo non solo nel proprio Paese ma anche a livello internazionale.
“Rachel Goldberg-Polin – scrive USA TODAY su un post su X – è l’incarnazione del peggior incubo di ogni madre: perdere un figlio. Ora, sta trasformando il suo dolore in un modo per aiutare gli altri a guarire”.
Rachel Goldberg-Polin (@BringHershHome) is the embodiment of every mother’s worst nightmare: losing a child. Now, she is turning her loss into a way to help others heal.
Hamas kidnapped and executed her son, Hersh. Her commitment to save as many of the 251 hostages as possible… pic.twitter.com/4JU761RW1I
— USA TODAY (@USATODAY) March 16, 2026
Cinquantaseienne, Goldberg-Polin è diventata una delle voci più rilevanti nel contesto del conflitto tra Israele e Hamas, esploso il 7 ottobre 2023. Suo figlio, Hersh, fu rapito durante il Nova Festival e successivamente ucciso dopo undici mesi di prigionia. Da quel momento, la sua attività si è trasformata in un impegno costante per la liberazione degli ostaggi. Ha incontrato leader internazionali, partecipato a forum globali e portato la sua testimonianza in quattro continenti, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sulla sorte dei 251 ostaggi. Anche dopo la perdita del figlio, ha continuato a sostenere la causa con determinazione. Parallelamente all’attivismo internazionale, Goldberg-Polin è diventata un punto di riferimento per migliaia di persone colpite dal lutto. Riceve messaggi da tutto il mondo da individui di diverse fedi e background, che condividono esperienze di perdita e dolore. A ciascuno offre parole di conforto, promuovendo un approccio che invita ad accogliere il dolore piuttosto che reprimerlo.
La sua fede ebraica ortodossa rappresenta una fonte di stabilità e un sostegno spirituale, elementi che alimentano il suo impegno quotidiano verso gli altri.
La sua storia e il suo percorso saranno raccontati nell’autobiografia “When We See You Again”, in uscita il 21 aprile. Il riconoscimento di USA Today sottolinea non solo il suo ruolo sulla scena internazionale, ma anche l’impatto profondo e silenzioso del suo sostegno a chi affronta esperienze di perdita in tutto il mondo.
















