Una difesa spassionata della leadership di Jeremy Corbyn e di una nuova idea di politica estera britannica d’impronta radicalmente pacifista ispirata niente meno che “a Gandhi”, ma anche una denuncia forte di ogni rischio di contaminazione antisemita del Labour. E’ stato questo il contenuto del discorso forse più applaudito finora al congresso laburista di Liverpool, tenuto dalla ministra degli Esteri ombra, Emily Thornberry. Riferendosi alle polemiche degli ultimi mesi sulle infiltrazioni antisemite nel Labour e sulle accuse di inazione rivolte allo stesso Corbyn, storico difensore della causa palestinese, Thornberry ha condannato ogni forma di razzismo e ha sollecitato il partito a combattere “l’antisemitismo come il fascismo”, estirpandone ogni traccia. “Noi tutti sosteniamo la causa palestinese, siamo impegnati per il riconoscimento di uno Stato palestinese e condanniamo il governo Netanyahu per le sue politiche razziste”, ha detto, puntando tuttavia il dito pure “sulle frange del nostro movimento che usano il nostro legittimo appoggio ai Palestinesi per coprire il loro ripugnante odio per gli ebrei e il loro desiderio di veder distrutto Israele”. Frange i cui sostenitori “vanno cacciati via”, ha tuonato. Il suo intervento ha raccolto molti consensi ed è stato commentato da alcuni analisti come una sorta di discorso da futura leader del partito, espressione d’una sinistra corbyniana in versione moderna, pragmatica e femminile. (ANSA). LR 25-SET-18 19:28 NNNN