
Una visita nei luoghi simbolo dello sterminio nazista per trasformare la memoria in consapevolezza. Si è svolta ieri ad Auschwitz la seconda giornata del Viaggio della Memoria promosso da Roma Capitale e dalla Città Metropolitana, che ha coinvolto 132 studenti delle scuole superiori romane accompagnati dal sindaco Roberto Gualtieri, dal Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun e dal Presidente della Fondazione Museo della Shoah, Mario Venezia.
Il percorso si è snodato tra Auschwitz e Birkenau, con una tappa centrale sulla Judenrampe, il punto di arrivo dei convogli dei deportati. Qui studenti e istituzioni hanno osservato un momento di raccoglimento, deponendo pietre secondo la tradizione ebraica e una corona di fiori. Un passaggio simbolico in un posto che rappresenta l’inizio della macchina dello sterminio: uomini, donne e bambini venivano fatti scendere dai vagoni e immediatamente sottoposti alla selezione. “Solo venendo qui si comprende davvero l’abisso di disumanità che è stata la Shoah”, ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sottolineando come lo sterminio non sia stato un evento casuale ma il risultato di scelte precise del nazismo e della complicità del fascismo.

Il viaggio della memoria 2026 segna un passaggio significativo: per la prima volta non erano presenti fisicamente i sopravvissuti ai campi. Un’assenza che evidenzia il progressivo venir meno dei testimoni diretti della Shoah. Il sindaco ha ricordato in particolare Sami Modiano, figura simbolo della trasmissione della memoria, sottolineando la necessità di rafforzare l’impegno educativo verso le nuove generazioni. Il racconto dei sopravvissuti è stato comunque parte integrante del percorso: in collegamento video, Andra Bucci e Tatiana Bucci hanno condiviso la loro esperienza di deportazione da bambine, collegando il passato alle tragedie contemporanee.
Durante la visita è stato inoltre annunciato un nuovo progetto: la realizzazione di un padiglione dedicato agli ebrei italiani deportati. Sorgerà a pochi metri dal Muro della Morte, uno dei luoghi più emblematici del campo, e sarà completato entro due o tre anni. A illustrarne i dettagli è stato lo storico Marcello Pezzetti, spiegando che il nuovo spazio espositivo riporterà l’Italia all’interno del percorso museale del campo dopo anni di assenza. Il progetto è promosso dalla Presidenza del Consiglio con il contributo di una commissione scientifica composta da studiosi ed esperti della memoria della Shoah. La giornata si è conclusa proprio al Muro della Morte, punto delle esecuzioni, dove il valore simbolico della visita si è tradotto in un momento di riflessione collettiva. “È un viaggio doloroso ma fondamentale”, ha ribadito Gualtieri, evidenziando come il venir meno dei testimoni renda ancora più urgente trasmettere la memoria storica e contrastare antisemitismo, razzismo e violenza. Un’iniziativa che punta a trasformare la conoscenza storica in coscienza civile, affidando alle nuove generazioni il compito di custodire e rinnovare la memoria della Shoah.
















