
Durante il voto in Senato del ddl per il contrasto all’antisemitismo, proprio Ester Mieli è stata contestata da alcuni esponenti dell’opposizione mentre pronunciava il suo discorso, prima di esprimere il parere favorevole unanime di Fratelli d’Italia alla legge. Strano, perché Mieli ha portato in Senato nel suo discorso la storia di Purim, degli aspetti della festività ebraica che abbiamo appena celebrato e che le ha insegnato il suo maestro, Rav Alberto Funaro: in estrema sintesi, nell’antica Persia, l’alto funzionario del Re, Aman, fallisce nel suo intento di sterminare gli ebrei e finisce egli stesso sulla forca. È una storia di ribaltamenti, di maschere che cadono, della natura del male che alla fine, come sempre, viene fuori. Ma è anche la storia del bene che trionfa. “Aman viene vinto dal bene, dalle forze del bene. Tutto questo avviene con coraggio, senza la paura di fare le scelte giuste e al momento giusto. La legge di oggi fa cadere le maschere a chi non ha coraggio di fare le cose giuste” ci ricorda Mieli nel suo discorso, tra le urla in aula di coloro che cercano, senza successo, di interromperla contestandola (chissà perché…). Così la Senatrice riconnette quell’antica storia di rovesciamenti all’oggi: ieri in Senato sono cadute le maschere, di chi si è astenuto o ha votato contro il ddl perché questo recepisce integralmente la definizione operativa dell’antisemitismo dell’IHRA che stigmatizza la delegittimazione dello Stato d’Israele e chi nega l’autodeterminazione del popolo ebraico. Con i numeri degli atti antisemiti in Italia alla mano, ben 963 nel 2025, l’attualità svela la natura vera della marmaglia antiebraica di oggi, che vuole la distruzione dello Stato d’Israele e con esso del popolo ebraico. Ma chissà perché alcuni esponenti dell’opposizione hanno preferito ignorare questa realtà ineludibile. E, chissà perché, lo hanno fatto contestando a suon di urla scomposte proprio la Senatrice Ester Mieli, che ha smascherato, ancora una volta, il vero volto del pericolo antisemita.













