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    ISRAELE

    Rimossi i biglietti dal Muro Occidentale: messaggi di pace anche da cittadini iraniani

    Come avviene ogni anno in prossimità di Pesach, migliaia di biglietti di preghiera sono stati rimossi dalle fessure del Muro Occidentale di Gerusalemme. I messaggi, lasciati da fedeli e visitatori provenienti da tutto il mondo, sono stati raccolti sotto la supervisione del rabbino Shmuel Rabinowitz, per essere successivamente seppelliti secondo la tradizione ebraica sul Monte degli Ulivi.
    La procedura, che si ripete due volte l’anno, ha però assunto in questo momento un significato particolare. Tra le migliaia di messaggi rimossi si sono distinti quelli arrivati per e-mail – poi stampati e inseriti tra le pietre del Muro – con appelli di pace, riconciliazione e dialogo tra i popoli, da Iran, Yemen, Iraq, Qatar, Libano, Pakistan, Sudan, Giordania ed Egitto, nazioni considerate ostili o caratterizzate da relazioni complesse con Israele. Un segnale inatteso che, secondo i responsabili della Western Wall Heritage Foundation, testimonia come il luogo sacro continui a essere percepito come uno spazio universale di preghiera.
    Tra i biglietti sono arrivati anche messaggi di comandanti dell’esercito statunitense impegnati al fianco delle Idf nelle operazioni militari nella regione.
    Il rabbino Shmuel Rabinowitz e Mordechai (Suli) Eliav, direttore generale della Western Wall Heritage Foundation, durante la procedura di rimozione, hanno recitato una preghiera speciale per il successo delle operazioni contro i nemici di Israele, per la sicurezza dei soldati israeliani e di quelli statunitensi e per la pace dello Stato e del popolo ebraico.

     

    “In questi giorni, mentre il popolo d’Israele affronta sfide e cerca la misericordia divina – ha affermato la Western Wall Heritage Foundation in una nota – migliaia di preghiere continuano ad arrivare al Muro Occidentale da Israele e da tutto il mondo”. “Oltre alle preghiere per la pace dello Stato d’Israele, la sicurezza dei soldati e la salvezza dell’intera nazione, giungono preghiere anche da molti luoghi, persino da cittadini di Paesi ostili che chiedono la pace tra i popoli e le nazioni. Preghiamo anche per la sicurezza dei soldati statunitensi che si schierano al fianco dello Stato d’Israele nell’affrontare queste minacce e auspichiamo giorni di pace, sicurezza e fratellanza tra tutti i popoli”.
    “Preghiamo per tutti coloro che hanno lasciato qui un biglietto, affinché il Santo, benedetto Egli sia, esaudisca le loro richieste – ha detto il rabbino Shmuel Rabinowitz – In questi messaggi ci sono le lacrime delle madri per i figli in servizio militare, le lacrime dei feriti e quelle di chi ringrazia Dio per i miracoli ricevuti, in particolare gli ostaggi liberati dalla prigionia. E ci sono anche i biglietti di comandanti dell’esercito americano che combattono accanto ai nostri soldati proprio in questo momento. È profondamente commovente vedere un numero così elevato di preghiere”.

    Foto e video credit: The Western Wall Heritage Foundation

     

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