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    ISRAELE

    Ricerca israeliana: come le barriere coralline regolano l’ecosistema microbico

    Le barriere coralline non sono solo hotspot di biodiversità. Sono anche dei veri e propri motori biologici capaci di influenzare il plancton microbico circostante. È quanto emerge da un nuovo studio congiunto condotto da ricercatori dell’Università di Haifa e dell’Università Ebraica di Gerusalemme, che rivela come le barriere coralline del Golfo di Aqaba, nel Mar Rosso, plasmino in modo drastico e continuo le comunità di microrganismi marini, elementi chiave per la loro salute.

    La ricerca, pubblicata su ‘Science Advances’, offre un quadro dettagliato delle dinamiche microbiche attorno alle barriere coralline, osservate in due stagioni diverse e con un’analisi ad alta risoluzione lungo il ciclo giorno-notte.

    Un approccio che ha permesso di cogliere trasformazioni rapide e profonde, finora rimaste in gran parte invisibili. “Questo studio fornisce una base di partenza fondamentale. – spiega la dottoressa Derya Akkaynak, coautrice e docente presso la Scuola di Scienze Marine dell’Università di Haifa – Documentando la variabilità naturale giornaliera e stagionale, saremo in grado di riconoscere con maggiore precisione i segnali di stress ambientale”.

    Di giorno, le barriere coralline poco profonde sfruttano la luce solare: la fotosintesi domina e sostiene un’abbondanza di fitoplancton e batteri. Ma con il calare del sole lo scenario cambia radicalmente. La notte segna il passaggio a processi eterotrofi e l’ecosistema microbico si riorganizza: diminuiscono fitoplancton e batteri, mentre aumentano nettamente i protisti eterotrofi, microrganismi che si nutrono di altri microbi.

    “L’intensità di questo ciclo quotidiano ci ha sorpreso. – dice Herdís GR Steinsdóttir, autore principale dello studio – Dimostra quanto l’orario di campionamento possa influenzare le osservazioni scientifiche e, di conseguenza, le conclusioni”.

    I microrganismi svolgono ruoli essenziali negli ecosistemi delle barriere coralline, riciclando i nutrienti, scomponendo la materia organica rilasciata dai coralli e fungendo da nutrienti per organismi della barriera.

    “Così come il microbioma umano è essenziale per la nostra salute, le comunità microbiche sono fondamentali per quella delle barriere coralline. – sottolinea il dottor Miguel Frada dell’Università Ebraica di Gerusalemme – Eppure restano spesso trascurate perché invisibili e difficili da misurare”.

    In un contesto di crescente preoccupazione per il riscaldamento degli oceani, l’acidificazione e l’inquinamento, lo studio invita a volgere lo sguardo oltre i coralli stessi e a considerare l’intero ecosistema che li sostiene. I microrganismi, rapidi nel rispondere ai cambiamenti ambientali, potrebbero diventare in futuro sentinelle preziose dello stato di salute delle barriere coralline.

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