
Sono morti a pochi metri dalla salvezza, nella loro casa colpita nel cuore della notte. Si tratta di una coppia di coniugi settantenni diventata il simbolo più drammatico dell’ultima escalation tra Israele e Iran, dopo che un missile ha colpito un edificio residenziale a Ramat Gan, alle porte di Tel Aviv. Secondo le ricostruzioni, l’attacco è avvenuto nelle prime ore di questa mattina. Il missile, dotato di una testata a submunizioni, ha centrato la zona centrale della città, causando gravi danni agli edifici e spargendo frammenti su un’area ampia.
I coniugi anziani si trovavano nel proprio appartamento, al terzo piano. Nonostante avessero un rifugio di sicurezza in casa, come previsto dalle norme israeliane, non sono riusciti a raggiungerlo in tempo. I soccorritori li hanno trovati tra le macerie, senza segni vitali: erano a pochi metri dalla stanza protetta. A raccontare quei momenti è un vicino di casa, entrato nel rifugio insieme alla moglie subito dopo il suono delle sirene. Pochi istanti dopo, un’esplosione violentissima ha scosso l’edificio.
Quando è uscito, ha trovato il palazzo devastato: “fumo denso, odore di bruciato, visibilità quasi zero”. Il suo appartamento era danneggiato, ma quello della coppia era stato colpito in pieno, con un varco aperto nel soggiorno dall’impatto del missile. La differenza tra la vita e la morte, in questo caso, è stata questione di secondi. L’attacco ha causato anche diversi feriti lievi e danni a infrastrutture, tra cui la stazione ferroviaria centrale di Tel Aviv. Ma sono proprio i due anziani a rappresentare il volto più vulnerabile del conflitto: civili colpiti nelle proprie case. Il lancio del missile è avvenuto nel contesto di una nuova ondata di attacchi iraniani, in risposta alle operazioni militari israeliane. Le sirene hanno risuonato in gran parte del Paese, mentre i sistemi di difesa hanno intercettato altri ordigni diretti verso diverse città.
















