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    ISRAELE

    Medio Oriente: tra escalation regionale e nuovi fronti di conflitto

    La guerra che ha trasformato il Medio Oriente in un teatro di scontri regionali ha vissuto oggi un’altra giornata molto intensa, con un’offensiva militare che ormai supera nettamente i confini del conflitto originario tra Israele e milizie palestinesi e coinvolge direttamente l’Iran, il Libano e altre aree strategiche della regione. Secondo quanto riportato dall’articolo di Israel National News, Israele ha intensificato gli attacchi contro obiettivi iraniani, con nuovi raid che hanno colpito infrastrutture e postazioni del regime di Teheran, mentre le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato un’accelerazione delle operazioni belliche aeree sulle principali città iraniane. Nella notte e questa mattina si sono udite esplosioni a Teheran e in altre aree vicine, confermando che la campagna militare contro l’Iran prosegue con ondate di bombardamenti su larga scala nel sesto giorno di confronto bellico.

    Parallelamente, l’Iran continua la sua risposta militare con lanci di missili e droni non solo verso il territorio israeliano ma anche contro basi e strutture statunitensi e occidentali in varie parti del Golfo Persico e dell’Iraq, in una dinamica di contrattacchi che ha reso instabile un’area molto più ampia dell’originaria arena di conflitto. Gli attacchi iraniani, secondo dati di istituti di sicurezza regionale, hanno incluso numerosi missili contro aeroporti e zone strategiche, confermando che la strategia di Teheran punta a imporre costi elevati ai propri avversari in più teatri operativi contemporaneamente.

    Nel sud del Libano, il fronte con Hezbollah si conferma un altro elemento drammatico della crisi: dopo la morte del leader supremo iraniano e l’escalation dei combattimenti, il movimento libanese continua a combattere e a rispondere agli attacchi israeliani, dichiarando la propria determinazione a non ritirarsi e a proseguire la resistenza con ogni mezzo. La pressione militare su Beirut e sul confine meridionale ha costretto a estese evacuazioni e provocato nuove ondate di sfollati, mentre la popolazione civile vive sotto il fuoco incrociato.

    Intanto, il conflitto non risparmia il mare e le rotte commerciali: nel Golfo Persico una petroliera è stata gravemente danneggiata in circostanze che restano da chiarire, segno che anche gli spazi marittimi strategici sono ormai direttamente toccati dalla guerra, con ripercussioni sui traffici energetici globali e sulla sicurezza internazionale. In Israele, la popolazione convive con continui lanci di razzi dalla direzione del Libano – e non solo – e con l’allarme antiaereo che non si arresta, mentre l’esercito prosegue le operazioni in diversi fronti. La drammaticità dell’oggi racconta una guerra che non è più limitata a uno scontro bilaterale ma si è trasformata in un conflitto regionale di vastissima portata, dove ogni attacco provoca una risposta e ogni risposta apre la strada a nuove reazioni.

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