
La risposta è stata immediata. In meno di 24 ore dall’appello di aiuto, squadre di volontari dei programmi premilitari di Halutz erano già a Beit Shemesh per assistere le famiglie le cui case erano state danneggiate nell’attacco iraniano. L’iniziativa è stata realizzata con il supporto del Kibbutz Movement Rehabilitation Fund, in collaborazione con l’Organizzazione Halutz.
Non appena arrivati, circa venti volontari sono stati assegnati alle abitazioni colpite. All’interno degli appartamenti hanno effettuato una prima pulizia e la rimozione delle macerie: vetri rotti e finestre danneggiate sono stati rimossi e le aperture sono state sigillate con spessi teli di plastica e strumenti appropriati.
I rappresentanti del Kibbutz Movement hanno coordinato le operazioni e garantito la logistica, fornendo attrezzature e dispositivi di protezione, tra cui trapani, guanti e occhiali di sicurezza, e contribuendo anche al trasporto delle macerie verso i siti di smaltimento. “Questa operazione evidenzia quanto il volontariato sia centrale nella società israeliana – ha affermato Neri Shotan, CEO del Kibbutz Movement Rehabilitation Fund – Quando le case sono danneggiate e c’è bisogno di supporto immediato, la rapida organizzazione dei volontari rende possibile un’assistenza di emergenza. – e aggiunge – Per noi è importante che ogni famiglia non si senta sola e che ogni casa danneggiata riceva cure tempestive e adeguate”.

Secondo Shir Goren, direttrice del Kibbutz Movement, i volontari hanno trovato “i residenti smarriti e disorientati dal caos causato dai danni dei missili – ha spiegato – Ogni appartamento in cui abbiamo lavorato è stato trattato con la massima sensibilità verso i residenti e con piena responsabilità per i loro beni. Ogni casa racconta una storia e abbiamo sentito di agire con uno scopo e un significato”.
Anche per i giovani volontari l’esperienza ha avuto un forte valore umano e civico: “Sentivamo di contribuire allo sforzo nazionale – ha detto Shira Lustig del programma di Halutz – e che il nostro lavoro aveva un impatto reale sia per il fronte interno sia per il Paese”.
Photo Credit: Kibbutz Movement Rehabilitation Fund















