
Nonostante le sirene di allarme e l’operazione militare israeliana in corso, un’équipe medica del Rambam Health Care Campus di Haifa è riuscita a effettuare un intervento atteso da oltre un anno: un trapianto di cornea su un paziente di 80 anni.
L’uomo, residente a Haifa, era in lista d’attesa da mesi per una donazione compatibile che potesse restituirgli la vista. Alla fine della scorsa settimana era arrivata la chiamata tanto attesa: una cornea idonea era finalmente disponibile. Poco dopo, però, l’avvio delle operazioni militari aveva fatto temere un rinvio.
Nonostante il clima di incertezza, i medici hanno scelto di procedere “per rispetto del donatore e della sua famiglia e per non sprecare un’opportunità che è limitata nel tempo”, ha spiegato il professor Michael Mimouni, direttore dell’Unità Cornea dell’ospedale e presidente della Società Israeliana della Cornea.
L’intervento è stato eseguito in anestesia locale con una tecnica chirurgica avanzata, una scelta che si è rivelata determinante. Proprio durante i preparativi è risuonata la prima sirena: medici e paziente hanno lasciato la sala operatoria per raggiungere l’area protetta. Terminato l’allarme, sono rientrati e hanno avviato l’operazione, durata circa un’ora.
Una seconda sirena ha interrotto nuovamente le attività subito dopo la conclusione del trapianto, costringendo l’équipe a un nuovo trasferimento nell’area sicura. Nonostante le difficoltà, l’intervento è riuscito e il paziente, dopo un periodo di osservazione, è stato dimesso.
“Anche in tempo di guerra, facciamo tutto il possibile per restituire la vista ai nostri pazienti e onorare la generosità di chi dona – ha concluso Mimouni – È un privilegio poter contribuire a questo lavoro, soprattutto in momenti così complessi”.
In foto: il Prof. Michael Mimouni, responsabile dell’Unità Cornea presso il Rambam Health Care Campus













