
Israele si distingue ancora una volta nel panorama globale dell’innovazione universitaria. Infatti, secondo l’ultima analisi pubblicata da PitchBook, due atenei del Paese figurano tra i venti migliori al mondo per numero di laureati che hanno dato vita a start-up finanziate da capitale di rischio.
A guidare il successo è l’Università di Tel Aviv, che entra nella top ten mondiale, superando istituzioni storiche e prestigiose come Yale, Princeton e New York University. Al suo fianco si posiziona il Technion, l’Istituto di Tecnologia d’Israele, con sede a Haifa, che conquista il decimo posto. La presenza di due università israeliane nella top venti risulta ancora più significativa data la totale assenza di atenei europei all’interno della stessa classifica.
La valutazione si basa su oltre 173.000 fondatori di start-up degli ultimi dieci anni, individuando chi ha creato aziende capaci di attrarre investimenti. Alcuni dati, però, possono includere più cofondatori per la stessa impresa o laureati con percorsi in più atenei, generando possibili duplicazioni.
Al di là dei numeri, il dato conferma il peso specifico di Israele come “Start-Up Nation”. Università fortemente integrate con il mondo tecnologico e finanziario, una cultura orientata al rischio e una stretta connessione tra ricerca e impresa continuano ad alimentare quella reputazione internazionale che vede il Paese come uno dei principali motori mondiali di nuove iniziative imprenditoriali.












