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    ISRAELE

    Dall’amputazione al traguardo dell’Ironman: l’impresa dell’israeliano Boris Shtonda

    Un traguardo che sembrava impossibile. Boris Shtonda ha completato il Campionato del Mondo Ironman di Kona, nelle Hawaii, affrontando 3,8 chilometri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta e una maratona di 42,195 chilometri. Con il tempo di 16 ore, 33 minuti e 54 secondi, è entrato nella storia, diventando il primo israeliano con un’amputazione a completare il percorso.
    Quando si è avvicinato al traguardo, l’annunciatrice della gara lo ha salutato con le parole che celebrano gli atleti capaci di portare a termine la competizione: “Boris Shtonda, sei un Ironman”. Ha poi sottolineato il significato della sua impresa, compiuta rappresentando Israele. Shtonda ha tagliato il traguardo con la bandiera israeliana tra le mani, suggellando una sfida sportiva e personale incredibile.
    Dietro questo risultato c’è una storia di sopravvivenza e riabilitazione. Shtonda è un ex soldato israeliano che, nel novembre 2023, è rimasto gravemente ferito durante i combattimenti nella Striscia di Gaza. Ha perso la gamba destra e ha dovuto affrontare un lungo percorso di cure prima di tornare a camminare e, successivamente, a praticare sport.

    Nato in Ucraina, si è trasferito in Israele all’età di 12 anni. Ha prestato servizio come riservista nell’unità d’élite Duvdevan. Il 7 ottobre 2023 si trovava in Giappone, in vacanza dopo aver scalato il Monte Fuji. In seguito all’attacco di Hamas contro Israele, è rientrato nel Paese per ricongiungersi alla propria unità.
    Il 10 novembre, durante i combattimenti a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza, un’esplosione ha ucciso quattro suoi commilitoni e lo ha ferito gravemente. Per salvargli la vita, i medici lo hanno sottoposto a 19 interventi chirurgici nell’arco di 68 giorni. È così cominciato un lungo e doloroso percorso di recupero, durante il quale ha dovuto fare i conti con l’amputazione e imparare nuovamente a camminare con una protesi.
    La riabilitazione ha significato anche adattarsi a una quotidianità completamente diversa. In quel periodo ha ritrovato l’amore: ha sposato Anna a Gerusalemme nel luglio 2025. Durante le nozze, ha rotto il tradizionale bicchiere con la propria protesi, trasformando anche quel gesto simbolico in un segno della sua rinascita.
    La perdita della gamba non lo ha allontanato dallo sport. Al contrario, Shtonda ha trasformato il recupero fisico in un percorso costellato di obiettivi sempre più ambiziosi. Ha scalato due volte il Kilimangiaro, ha nuotato per 4,5 chilometri in acque libere e ha partecipato alla mezza maratona di Tel Aviv. Nell’aprile 2026 ha inoltre completato l’Ironman 70.3 di Valencia, in Spagna, una competizione che prevede distanze pari alla metà di quelle dell’Ironman completo. Un risultato che gli ha permesso di qualificarsi per il Mondiale alle Hawaii.
    Per arrivare a Kona ha affrontato mesi di allenamento, adattando la preparazione e l’attrezzatura alle proprie esigenze fisiche. Shtonda ha dedicato l’impresa ai quattro commilitoni uccisi nell’esplosione che lo aveva ferito: Moshe Yedidya Leiter, Yossef Haim Hershkovitz, Matan Meir e Sergey Shmarkin.
    Anche l’account ufficiale dello Stato di Israele su X, gestito dal ministero degli Esteri, ha celebrato la sua prova: “Ecco come si presenta la resilienza israeliana”.

    Foto: Screenshot

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