
Il colosso statunitense della cybersicurezza Palo Alto Networks ha annunciato l’acquisizione della startup israeliana Koi per circa 400 milioni di dollari, in un’operazione che punta a colmare una delle lacune più critiche nella sicurezza informatica moderna: la protezione degli AI agent nelle infrastrutture aziendali.
Secondo il comunicato, Koi fornirà a Palo Alto Networks un nuovo livello di difesa per gli agenti di intelligenza artificiale in uso nelle aziende, un ambito che spesso sfugge ai sistemi di sicurezza tradizionali. Questi strumenti autonomi, capaci di accedere ai sistemi e ai dati interni, rappresentano, secondo i dirigenti di Palo Alto, “la minaccia interna definitiva”, poiché operano al di fuori della visibilità dei controlli tradizionali. Lee Klarich, Chief Product and Technology Officer di Palo Alto Networks, ha sottolineato come l’integrazione della tecnologia di Koi permetta di monitorare e controllare ogni agente, plugin e script automatizzato, garantendo così che siano verificati e sicuri per l’uso in ambienti enterprise.
Da parte sua, Amit Assaraf, co-fondatore e CEO di Koi, ha dichiarato che l’azienda è stata creata proprio per affrontare i rischi emergenti legati all’adozione crescente di strumenti di IA: soluzioni tradizionali, ha spiegato, non sono in grado di offrire una visione completa di queste nuove superfici d’attacco. L’accordo con Palo Alto Networks, secondo Assaraf, consentirà alla tecnologia di Koi di essere scalata per proteggere le organizzazioni più grandi al mondo e rendere la sicurezza degli endpoint intrinsecamente sicura in un contesto in cui l’IA è integrata nei flussi di lavoro. L’operazione rafforza la presenza di Palo Alto Networks nel settore emergente della sicurezza legata all’intelligenza artificiale.













