
Una famiglia ebraica, residente nella periferia nord di Parigi, ha ricevuto un avviso formale dalla società di gestione del suo condominio, che intimava di rimuovere la mezuzah affissa allo stipite della porta del suo appartamento: pena un’azione legale.
Come riporta il sito Ynet, nella lettera ufficiale, la società di gestione sostiene che lo stipite esterno della porta rientra tra le parti comuni dell’edificio e che qualsiasi modifica o installazione che incida sull’aspetto degli spazi condivisi richiede la previa approvazione dell’assemblea condominiale.
La mezuzah, piccolo astuccio con un rotolo di pergamena su cui sono scritti due versetti della Torà, sarebbe stata affissa senza richiesta o autorizzazione. Per questo motivo, secondo la società, costituisce “uso privato di un’area comune”.

“Vorremmo richiamare la vostra attenzione sul fatto che il telaio esterno della porta degli appartamenti costituisce un’area comune dell’edificio”, si legge nella comunicazione, che cita l’articolo 9 della legge francese sul condominio del 10 luglio 1965. La norma stabilisce che i comproprietari possono utilizzare le aree comuni a condizione che ciò non leda i diritti degli altri inquilini né alteri “l’estetica dell’edificio”.
Alla famiglia, quindi, è stato chiesto di rimuovere la mezuzah e di ripristinare lo stipite della porta alle sue condizioni originarie entro 15 giorni.
In caso contrario, l’amministrazione si riserva il diritto di adottare “qualsiasi azione necessaria per porre rimedio all’ irregolarità, inclusi procedimenti legali”, con possibilità d’intervento a spese dei proprietari.
Nella lettera si sottolinea, inoltre, che il provvedimento “non è legato a considerazioni personali o religiose, ma unicamente in conformità con i regolamenti dell’edificio e le leggi pertinenti”.













