Il judoka algerino Messaoud Redouane Dris si è rifiutato di gareggiare nella categoria 73 kg contro l’atleta israeliano Tohar Butbul. Il giorno prima dell’incontro l’algerino ha superato il limite di peso e quindi è stato squalificato. Di conseguenza, il judoka dello Stato ebraico affronterà nel turno successivo l’azero Hidayat Heydarov, campione del mondo in carica. “L’avversario di Tohar si è ritirato dalla competizione. – ha affermato il comitato olimpico israeliano – La delegazione israeliana continuerà a gareggiare tenendo conto dei valori olimpici. Crediamo che questo tipo di comportamento non abbia posto nel mondo dello sport”. Il comitato olimpico nazionale algerino invece non ha commentato l’accaduto.
Non è la prima volta che un avversario algerino si rifiuta di affrontare proprio l’israeliano Butbul alle Olimpiadi. Tre anni fa a Tokyo, Fethi Nourine si era ritirato per evitare di competere contro il judoka dello Stato ebraico. L’allenatore di Nourine, Amar Benikhlef, ha ricevuto una severa sanzione ed è stato sospeso insieme all’atleta per 10 anni.
Altro spiacevole episodio è avvenuto nella gara di domenica dei 60 kg tra il tagiko Nurali Emomali e l’israeliano Baruch Shmailov: il tagiko non ha voluto stringere la mano al suo avversario israeliano e uscendo gli ha urlato “Allah akbar”.
Tra i boicottaggi olimpici più noti si ricorda quello ai Giochi di Atene del 2004, quando l’iraniano Arash Miresmaeili, allora campione del mondo di judo, si rifiutò di combattere contro il judoka israeliano Ehud Vaks. Miresmaeili ammise apertamente di averlo fatto per motivi politici: “Nonostante mesi di allenamento e di buona forma, mi rifiuto di combattere contro un israeliano per empatia verso la sofferenza del popolo palestinese. Non sono affatto deluso” aveva detto allora. Le autorità iraniane elogiarono l’azione di Miresmaeili e gli assegnarono un premio di 125mila dollari, la stessa cifra data ai campioni olimpici. Un portavoce del parlamento iraniano la definì una “decisione coraggiosa” e affermò che Miresmaeili si era “conquistato un posto nel cuore dei musulmani”.