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    EUROPA

    Crans-Montana, confermata la morte delle tre ragazze ebree disperse

    Sono state confermate le morti di tre adolescenti ebree rimaste coinvolte nel devastante incendio scoppiato durante una festa di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Tra le vittime ci sono Charlotte Niddam, 15 anni, cittadina israeliana con doppia nazionalità britannica e francese, e le sorelle Alicia e Diana Gunst, rispettivamente di 15 e 14 anni, di Losanna, appartenenti a una famiglia ebraica di origine italiana.
    Il corpo di Charlotte Niddam è stato identificato con il supporto di ZAKA, l’organizzazione israeliana di soccorso impegnata sul posto insieme alle autorità locali. “È un momento estremamente doloroso e difficile” ha dichiarato Nachman Dickstein, rappresentante di ZAKA, spiegando che le operazioni di identificazione sono state condotte “con sensibilità e massimo rispetto per le vittime e per le loro famiglie”, in coordinamento con funzionari svizzeri, rappresentanti delle comunità ebraiche e una delegazione israeliana.
    Con la conferma dell’identità di tutte e tre le ragazze, risultano ora rintracciati tutti gli israeliani e gli ebrei che inizialmente risultavano dispersi dopo la tragedia, secondo quanto riferito dai media in lingua ebraica.
    Charlotte Niddam aveva vissuto tra Israele, Regno Unito e Francia e fino a poco tempo fa risiedeva nei pressi di Londra, dove frequentava l’Immanuel College, una scuola ebraica privata dell’area londinese. Nei giorni successivi all’incendio, l’istituto aveva diffuso una nota chiedendo alla comunità scolastica di stringersi attorno alla famiglia, invitando a “tenerla nei pensieri e nelle preghiere in questo momento di grande dolore”.
    Le sorelle Alicia e Diana Gunst facevano invece parte della comunità ebraica di Losanna. Non è stato confermato se fossero in possesso anche della cittadinanza israeliana, come ha riferito l’emittente pubblica KAN News. Le due ragazze sono tra le vittime più giovani accertate dell’incendio.
    L’incendio è scoppiato intorno all’1:30 del mattino del 1° gennaio all’interno del Constellation Bar, un locale sotterraneo molto frequentato per i festeggiamenti di Capodanno nella località alpina di Crans-Montana. Secondo le prime ricostruzioni delle autorità, le fiamme sarebbero state innescate da candele scintillanti fissate su bottiglie di champagne e sollevate troppo vicino al soffitto, rivestito da pannelli di materiale fonoassorbente altamente infiammabile. Il fuoco si è poi propagato rapidamente, causando panico tra i presenti e congestionando le vie di fuga.
    Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta penale nei confronti dei gestori del locale, sospettati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Al centro delle indagini vi sono il rispetto delle norme di sicurezza, la conformità dei materiali utilizzati nella struttura e l’adeguatezza delle misure di evacuazione.

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