
Dopo una lunga battaglia legale, la “Fontana delle danzatrici” (Tänzerinnen-brunnen), trafugata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, sarà restituita agli eredi dell’imprenditore ebreo Heinrich Stahl.
L’opera, tra le più significative del celebre scultore tedesco Georg Kolbe e valutata per circa 1,1 milioni di sterline, è rimasta esposta per quasi 50 anni nel giardino delle sculture del Georg Kolbe Museum, diventandone una delle principali attrazioni.
Heinrich Stahl, dirigente assicurativo, collezionista d’arte, nonché presidente della comunità ebraica di Berlino, commissionò la fontana nel 1922, per la sua villa a Dahlem. Nel 1941, a causa delle leggi razziali, fu costretto a vendere la casa e la scultura a un prezzo molto inferiore al suo valore reale. Deportato con la moglie nel campo di Theresienstadt, venne ucciso, mentre la moglie sopravvisse ed emigrò negli Stati Uniti nel 1950.
La direttrice del museo, Kathrin Reinhardt, ha affermato che “ciò che è stato fatto a Stahl – non solo l’espropriazione in sé – è un’ingiustizia imperdonabile e incommensurabile”, sottolineando che trovare una soluzione giusta e morale per gli eredi è stata una priorità assoluta.
Secondo il Daily Mirror, la scultura scomparve dopo la Seconda guerra mondiale e riemerse solo alla fine degli anni ’70, quando fu installata nel giardino del museo. Nel 2001, uno dei nipoti di Stahl firmò una rinuncia che consentiva al museo di conservare l’opera per oltre due decenni, ma nuove ricerche ne hanno accertato l’invalidità legale perché non sottoscritta da tutti gli eredi.
Fallite le trattative per un prestito, il museo ha riconosciuto la natura di bene saccheggiato e disposto la restituzione completa e incondizionata dell’opera.













