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    Cultura

    Salmone al forno “Ho una vita, non posso passare la serata in cucina”

    “Lunedì torno alla routine!!!!!”. È una delle frasi che pronuncio più spesso, insieme a “questa settimana mi organizzo meglio” e “stasera vado a letto presto”.  Non so esattamente quale sia questa routine perfetta che continuo a inseguire, ma nella mia testa è bellissima.

    Mi sveglio riposata, bevo qualcosa con calma, lavoro concentrata, rispondo ai messaggi senza accumularne quarantasette, mangio a orari ragionevoli, faccio attività fisica, preparo una cena sana e alle dieci di sera sto leggendo un libro.

    Poi arriva lunedì.

    Alle dieci del mattino ho già cambiato il programma della giornata tre volte, sto bevendo un caffè ormai freddo e ho aperto il frigorifero almeno due volte senza sapere bene perché.

    Bentornata routine.

    Dopo le vacanze, le feste o semplicemente un periodo in cui gli orari hanno smesso di avere qualsiasi significato, sentiamo tutti il bisogno di “rimetterci in riga”. Agenda nuova. Lista nuova. Buoni propositi nuovi. Questa volta pianificherò i pasti. Questa volta non arriverò alle sei di sera chiedendomi cosa mangiare. Questa volta comprerò solo quello che serve.

    E poi, naturalmente, compriamo tre zucchine con ottime intenzioni e cinque giorni dopo le ritroviamo nel cassetto del frigorifero, leggermente depresse, a ricordarci la persona organizzata che pensavamo di diventare. Forse il problema è proprio questo: abbiamo trasformato la routine in una performance.

    Mangiare bene, lavorare bene, dormire otto ore, allenarsi, bere due litri d’acqua, rispondere a tutti, avere una casa ordinata e possibilmente trovare anche qualche minuto per “prendersi cura di sé”.

    Personalmente, quando leggo “ricordati di prenderti del tempo per te”, mi viene immediatamente l’ansia di dover trovare anche quello. In realtà la routine non deve essere perfetta. Deve funzionare. Deve contenere abbastanza organizzazione da semplificarci la vita e abbastanza elasticità da non farci sentire fallite quando il martedì non assomiglia per niente al programma che avevamo preparato domenica sera.

    E questo vale anche per il cibo.

    Mangiare bene nella vita reale non significa preparare ogni sera una cena degna di una fotografia. Significa avere qualche ricetta intelligente. Buona, semplice, completa e possibilmente capace di cucinarsi quasi da sola mentre noi facciamo altro.

    Per questo, per celebrare il glorioso ritorno alla routine, propongo una ricetta che rispetta uno dei miei principi fondamentali della cucina quotidiana: minimo sforzo, massimo risultato!

    Salmone al forno “Ho una vita, non posso passare la serata in cucina”

    Ingredienti per 6 persone:

    • 1,2–1,4 kg di filetto di salmone
    • 500 g di pomodorini
    • 100 g di olive verdi o nere
    • 2 cucchiai di capperi
    • 1 limone
    • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
    • 1 spicchio d’aglio
    • origano o timo
    • sale e pepe
    • prezzemolo fresco

    Preparazione:

    Mettete il salmone al centro di una teglia e distribuitelo intorno i pomodorini tagliati a metà, le olive e i capperi.

    Condite tutto con olio, succo e fettine di limone, aglio, origano, sale e pepe.

    Infornate a 190°C per circa 20-25 minuti, a seconda dello spessore del salmone. Alla fine, aggiungete una manciata di prezzemolo fresco.

    Nel frattempo potete preparare un’insalata, rispondere a una mail, finire quello che stavate facendo oppure — opzione sempre sottovalutata — sedervi.

    Con un po’ di cous cous accanto, avete una cena completa in meno di mezz’ora. Perché forse il segreto della routine non è riuscire a fare sempre di più. È riuscire a rendere un po’ più semplice quello che dobbiamo fare comunque.

    E se mercoledì sera ordineremo una pizza? Nessun problema.

    Lunedì ricominciamo.

    Illustrazione di Ludovica Anav

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