
“Please continue…”, “Per favore continui… Conversazioni con i testimoni della Shoah” è il titolo della mostra allestita dal National Holocaust Museum di Amsterdam. Aperto al pubblico fino all’8 novembre 2026 e realizzato in collaborazione con la USC Shoah Foundation, l’allestimento permette di intrattenere un dialogo virtuale con dodici sopravvissuti alla Shoah, undici ebrei e un rom, provenienti da vari paesi europei. Le storie dei testimoni permettono di comprendere come lo sterminio nazista sia stato pianificato e attuato in modo decisamente diverso nei Paesi Bassi e nelle altre parti dell’Europa. Grazie all’uso della tecnologia interattiva due sopravvissuti, Charles Hardy e Anita Lasker Wallfish, interagiscono direttamente con i visitatori in una conversazione virtuale: appaiono su uno schermo a grandezza naturale come se fossero seduti di fronte all’interlocutore e rispondono a domande specifiche.
Il National Holocaust Museum, inaugurato nell’aprile 2024 alla presenza del Presidente dello Stato d’Israele Isaac Herzog, si trova nel quartiere ebraico di Amsterdam, è ospitato in parte nell’edificio in cui gli ebrei venivano radunati per la deportazione nei campi di concentramento nazisti, accanto c’era anche un’ex scuola di insegnanti di asilo nido che permise di salvare circa 600 bambini. Prima della II guerra mondiale e dell’occupazione nazista, nei Paesi Bassi viveva una comunità ebraica di circa 140.000 persone, principalmente ad Amsterdam; il 75%, oltre 102.000 persone sono state assassinate. In proporzione i Paesi Bassi hanno pagato il prezzo più alto termini di vite umane di qualsiasi altro Paese dell’Europa occidentale.

La USC Shoah Foundation – The Institute for Visual History and Education, già nota come Survivors of the Shoah Visual History Foundation, è stata fondata nel 1994 dal regista statunitense Steven Spielberg un anno dopo l’uscita del film Schindler’s List, lo scopo originale dell’istituto era di registrare le testimonianze dei sopravvissuti e degli altri testimoni della Shoah. Nel gennaio 2006, la fondazione ha collaborato e si è trasferita alla University of Southern California prendendo l’attuale denominazione. L’Archivio comprende oltre 112.000 ore di registrazioni, 59.702 testimonianze filmate in 69 paesi e in 44 lingue, oltre due milioni di nomi, 789.671 foto e immagini e oltre 71.000 termini per accedere alle narrazioni. Ogni testimonianza, della durata media di circa due ore, è indicizzata da persone madrelingua e ogni minuto di video è codificato e linkato in inglese su un motore di ricerca.
Le testimonianze multimediali dei sopravvissuti alla Shoah rivestono oggi più che mai un’importanza fondamentale: i video ad altissima risoluzione permettono ai sopravvissuti di continuare a testimoniare l’orrore dello sterminio nazista, le loro parole, i loro sentimenti, le loro emozioni sono un monito imperituro.

Foto: Holocaust Museum Amsterdam












