Skip to main content

Ultimo numero Gennaio – Febbraio 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    Cultura

    L’Opera d’Israele a Ofakim con il Flauto Magico per 40 anni di attività

    L’Opera d’Israele è tornata nella città meridionale di Ofakim con una speciale produzione comunitaria de “Il flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart, celebrando così sia il 70° anniversario della città sia la 40° stagione di attività della compagnia lirica.

    Lo spettacolo, il primo eseguito dall’Opera d’Israele a Ofakim dopo oltre un decennio, è stato realizzato in collaborazione con i residenti, con il Ministero della Cultura e dello Sport, con il Comune di Ofakim e con gli Amici dell’Opera Israeliana in Israele e all’estero. Dopo mesi di lavoro congiunto, di prove e incontri comunitari cui hanno preso parte 250 residenti di Ofakim, tra bambini, adolescenti e adulti, circa 200 persone sono apparse in scena in ruoli di canto, movimento e recitazione, insieme a sette solisti dell’Opera, al direttore d’orchestra e alle squadre di addetti professionali di produzione.

    Il flauto magico, ultima grande opera di Wolfgang Amadeus Mozart, debuttò a Vienna nel 1791 e resta uno dei titoli più amati del repertorio lirico. È una fiaba iniziatica che intreccia avventura, amore e simbolismo illuminista. Il principe Tamino, aiutato dal buffo uccellatore Papageno, affronta prove di saggezza e coraggio per salvare Pamina. Al centro il contrasto, solo apparente, tra la Regina della Notte e Sarastro si risolve in un percorso di crescita morale, dove luce e ragione prevalgono sull’oscurità. L’opera parla a tutti: ai bambini, grazie alla dimensione favolistica e agli adulti, per i temi universali di libertà, giustizia e conoscenza. La musica alterna arie celebri e immediate a pagine di grande profondità, con un equilibrio raro tra comicità e solennità, la narrazione conquista per chiarezza drammatica, ricchezza melodica e per un messaggio positivo che, a distanza di secoli, resta sorprendentemente attuale.

    L’opera è stata eseguita interamente in ebraico e dedicata ai temi del rinnovamento, della creatività e del ritorno alla vita della città e i suoi abitanti. Oltre alle autorità erano presenti le abitanti di Ofakim Rachel Edri, Tali Hadad e la sovrintendente Moran Tedgy, tre donne divenute simboli del coraggio civile dopo gli attacchi terroristici del 7 ottobre. Ofakim ha perso 55 residenti nel massacro del 7 ottobre e nella guerra che ne è seguita. La città si trova ora al centro di una vasta iniziativa comunitaria e culturale guidata dall’Opera Israeliana, che unisce una produzione lirica professionale a un profondo coinvolgimento della comunità locale. Per una sera, la sala cittadina è stata trasformata in un vero e proprio teatro d’opera, offrendo al pubblico un incontro emozionante tra arte, comunità e speranza. La produzione di Ofakim è una delle iniziative centrali tra i 40 progetti sociali ed educativi che celebrano il 40º anniversario dell’Opera Israeliana, riflettendo una visione dell’arte come strumento di connessione, guarigione e rafforzamento della resilienza sociale, in particolare nelle periferie di Israele e nelle comunità colpite dal trauma.

    Photo credit:
    Israeli Opera Rafi Delouya

    CONDIVIDI SU: