
A seguito dei fatti gravissimi avvenuti nelle piazze delle manifestazioni del 25 Aprile, all’uscite dello Shabbat, sono intervenuti l’Unione delle Comunità ebraiche Italiane e il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun. A Milano lo spezzone del corteo della Brigata ebraica oltre ad essere stato contestato con fischi e insulti, è stato scortato fuori dalla piazza. Al deputato del Pd Fiano è stato gridato “Siete saponette mancate”. Mentre Roma tra le bandiere, nei cortei Pro pal sono state esposte anche quelle dell’organizzazione terroristica Hezbollah.
Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun è intervenuto sui social per stigmatizzare e condannare quanto avvenuto:
“Cacciare la Brigata Ebraica dal corteo di Milano, lanciare abominevoli insulti antisemiti come “saponette mancate” a chi porta il vessillo di chi ha realmente combattuto per la Liberazione e addirittura sostenere come ha insinuato il Sindaco Sala che c’era da aspettarselo, astenendosi da una vera condanna, tutto questo è superare la linea rossa. – così scrive Fadlun nel post – Se non ci sarà una netta presa di posizione dei leader di tutte le forze politiche con la precisa individuazione delle responsabilità e la condanna di un antisemitismo uscito platealmente allo scoperto, in pericolo non saranno solo gli ebrei in Italia ma la stessa democrazia. E non basta più condannare: occorre applicare la legge e reprimere gesti e azioni che sono reati e sono abietti. È inaccettabile che la Brigata Ebraica, proprio la Brigata Ebraica, non abbia potuto sfilare oggi. La Comunità ebraica di Roma non ha partecipato alle manifestazioni del 25 Aprile solo perché quest’anno coincide con Shabbat, ma ieri avevamo detto che il nostro silenzio era partecipazione. Occorre ripensare questo appuntamento che è totalmente snaturato dal fanatismo Pro-Pal e antisemita. Non dev’essere un terreno per battaglie dell’oggi, con la pretesa di rovesciare, distorcere o negare la verità e la Storia, se non addirittura trasformare vittime ed eroi in carnefici, come purtroppo dimostra la presenza nei cortei delle bandiere di un’organizzazione terroristica come Hezbollah. Ci appelliamo al Presidente Mattarella, sempre inflessibile nella difesa dei valori fondamentali della nostra Costituzione, perché ristabilisca la verità e ribadisca la ferma condanna dell’antisemitismo. E lo ringraziamo per essere andato per il 25 Aprile a San Severino Marche, uno dei luoghi simbolici della Resistenza e poi della Liberazione” conclude il Presidente Cer.
In un comunicato stampa l’Ucei interviene a nome delle 21 comunità ebraiche italiane: “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane insieme alle Comunità ebraiche di Milano, Bologna e Roma esprimono la più ferma e indignata condanna per quanto avvenuto oggi nel corso delle manifestazioni di Milano, Bologna e Roma: episodi gravissimi e violenti hanno deturpato una giornata che rappresenta un pilastro della memoria e dell’identità democratica del nostro Paese, il 25 aprile – Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Milano per la prima volta è stato impedito a gruppi ebraici di sfilare con i propri simboli alle celebrazioni. Nonostante lunghissime trattative anche con le Forze dell’Ordine, questi sono stati cacciati dal corteo per allontanarsene scortati. – Continua il comunicato – I violenti non possono dettare le regole di accesso alle manifestazioni né condizionarne il loro normale svolgimento. È particolarmente grave che sia stata presa di mira anche la memoria della Brigata Ebraica, formazione composta da volontari ebrei che combatterono al fianco degli Alleati per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo: offendere la Brigata Ebraica significa offendere la storia stessa della Liberazione italiana.
Nelle piazze italiane si sono registrati condotte e slogan apertamente antisemiti (“siete solo saponette mancate”). L’antisemitismo è manifestazione di odio che colpisce cittadini italiani e comunità radicate nella storia della Repubblica. La violenza è esplosa in molte città, finendo per colpire alcuni manifestanti, presenti con diversi colori e bandiere: assistiamo sempre più preoccupati alla manipolazione del 25 aprile e della Storia e alle derive ideologiche che alimentano disordine e creano un clima di odio. A nome di tutte le 21 Comunità ebraiche italiane, l’UCEI rivolge un sofferente appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché continui a essere garante dei valori costituzionali: la libertà di manifestare non può mai tradursi in intimidazione o discriminazione verso altri cittadini, la libertà di parola non può essere compressa o limitata, come avvenuto nel corso della dittatura fascista. Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani, nessuno escluso. Non permetteremo mai che venga dimenticato il contributo ebraico alla Resistenza e alla costruzione della Repubblica, né che venga stravolta la Storia o traditi i principi costituzionali” conclude la nota.














