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    ISRAELE

    Tel Aviv 2030: il reportage di un Travel Blogger iraniano

    Un travel blogger iraniano racconta la sua esperienza tra le strade di Tel Aviv, tra consigli di viaggio, scorci urbani e tappe quotidiane. Ma il viaggio, almeno per ora, non è mai avvenuto.

    È questa la premessa di un contenuto diffuso dalla municipalità di Tel Aviv-Yafo, che costruisce uno scenario ipotetico ambientato nel 2030: un futuro in cui spostarsi tra Teheran e Tel Aviv diventa possibile e raccontabile come una normale esperienza turistica. Il contenuto assume la forma di un reportage di viaggio, in cui un blogger iraniano visita la città, osserva la vita urbana, propone itinerari e suggerimenti, seguendo le dinamiche tipiche del travel blogging. Tuttavia, l’intero impianto narrativo è dichiaratamente immaginario e proiettato in un futuro non ancora esistente. “Queste sono le quattro cose che dovete sapere quando venite qui per divertirvi”, esordisce il narratore nel video che accompagna il progetto, aprendo il racconto con il linguaggio diretto tipico dei contenuti di viaggio sui social.

    L’operazione si presenta come un esercizio narrativo volto a spostare il punto di osservazione oltre il presente, proponendo un punto di vista alternativo su un possibile “dopo”, in cui la mobilità tra Teheran e Tel Aviv sia normalizzata e parte della quotidianità. Il racconto si sviluppa attraverso elementi semplici e riconoscibili del viaggio: la visita ai quartieri cittadini, le indicazioni pratiche per i visitatori, l’osservazione dello spazio urbano. Una quotidianità che oggi resta ipotetica, ma che viene rappresentata come già integrata in uno scenario futuro.

    Nel suo racconto, il blogger descrive la città con toni enfatici, sottolineandone la vitalità: “La città è bellissima”, racconta, restituendo l’immagine di uno spazio urbano vissuto in modo continuo e immersivo.

    La dimensione esperienziale si estende anche alla vita notturna, raccontata come un elemento centrale dell’attrattiva cittadina: “La vita di notte qui è pazzesca. Non sai come o dove finirà la nottata”, osserva, enfatizzando l’idea di una città che non dorme mai come Tel Aviv. Il racconto si sposta poi sul rapporto con le persone incontrate durante il viaggio, in un passaggio che assume un tono più riflessivo: “Ho visto donne e uomini che amano vivere e ridere”, dice il blogger, mettendo al centro la quotidianità e le libertà tipiche d’Israele. Il viaggio immaginato si intreccia anche con una dimensione emotiva personale. A suggellare la narrazione è una chiusura dal tono diaristico: “Vi saluto da Tel Aviv 2030”, che richiama il formato dei vlog di viaggio e rafforza l’impianto immersivo del contenuto. L’operazione si inserisce in una strategia comunicativa della municipalità di Tel Aviv-Yafo, pensata per utilizzare la creatività non solo come strumento di rappresentazione della realtà, ma anche come dispositivo per interrogare scenari futuri e possibili trasformazioni delle dinamiche geopolitiche e sociali.

     

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