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    NEWS

    Odio online nei videogiochi: Fortnite in testa alla classifica della ADL

    Il contrasto all’odio online entra nel mondo dei videogiochi. Fortnite conquista il primo posto nella Online Gaming Leaderboard, la classifica stilata dall’Anti-Defamation League (ADL): si tratta della “prima valutazione pubblica completa” che analizza quanto le principali piattaforme di gioco si impegnino davvero a contrastare antisemitismo, odio ed estremismo.
    Nella fascia con “protezione avanzata”, subito dopo Fortnite, si collocano Grand Theft Auto Online, Call of Duty e Minecraft.
    In quella con “protezione moderata” rientrano titoli come Madden NFL, Valorant, Clash Royale e Roblox. L’ADL segnala invece “protezione limitata” per Counter-Strike 2 e PUBG: Battlegrounds.

    Ma cosa significa davvero questa classifica? Non si tratta solo di numeri: l’ADL ha valutato dieci tra i giochi online più diffusi, analizzando sistemi di moderazione, strumenti di sicurezza, politiche ufficiali e protezioni per i giocatori.
    L’obiettivo è capire quanto queste piattaforme siano attrezzate per prevenire e gestire contenuti d’odio. “Senza solide misure di sicurezza, queste piattaforme possono diventare terreno fertile per molestie e incitamento all’odio”, ha affermato Jonathan Greenblatt, CEO dell’ADL. La classifica vuole quindi offrire maggiore trasparenza non solo ai gamer, ma anche a famiglie e sviluppatori.
    Il quadro che emerge, però, è ancora complesso. Nei mondi virtuali persistono fenomeni come insulti nelle chat, simboli offensivi e nomi utente discriminatori. Persino Fortnite, pur al vertice, non è immune da critiche: lo scorso anno ha dovuto rimuovere un’emote dopo segnalazioni per immagini ritenute riconducibili a una svastica.
    Non va meglio ad altri titoli: Roblox, ad esempio, era già finito al centro delle polemiche nel 2022 per contenuti inappropriati, tra cui una simulazione di una camera a gas, poi eliminata. La classifica si basa su uno studio condotto dal Centro per la Tecnologia e la Società dell’ADL insieme agli analisti di Newzoo, oltre a un ampio sondaggio realizzato tra il 2019 e il 2023.

    Il gaming, quindi, non è più solo intrattenimento, ma uno spazio sociale globale. E come tale, richiede regole, responsabilità e strumenti sempre più efficaci per garantire un ambiente sicuro per tutti.

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