
Una storia originale ambientata all’indomani della Seconda guerra mondiale. È stato presentato alla libreria ebraica Kiryat Sefer, con l’organizzazione della libreria stessa e del Centro di Cultura Ebraica, il libro ‘Il caso del medico tedesco’, scritto dall’autore israeliano Tsuriel Sdomi (Bonfirraro Editore).
Ad aprire l’incontro, i saluti dell’assessore alla Cultura CER, Giacomo Moscati, che si è detto colpito dal lavoro dell’autore: “Il libro mi ha fatto scoprire figure che mi hanno affascinato. L’autore è stato in grado di esprimere l’animo delle persone del dopoguerra”.
La parola è poi passata all’autore che, in un dialogo con i giornalisti Luca Spizzichino e Francesco Spartà, ha spiegato il protagonista: “Il dottor Wilhelm, nato in una tenuta della nobiltà bavarese, cresce con la madre a New York per non essere arrestato dalla Gestapo. Diventa ginecologo, aiutando i sopravvissuti alla Shoah a concepire figli. In realtà sta vivendo una tragica chimera: anni dopo scoprirà che non è ebreo e che suo padre era un membro delle SS, condannato per crimini contro l’umanità dopo aver instillato il suo ‘germe’ in generazioni ebraiche”.
L’autore ha poi messo in luce come, in realtà, il ‘seme’ sia una metafora: “L’educazione, infatti, è più importante. Nell’ebraismo, nonostante sia rilevante nascere ebrei, è altrettanto vero che l’educazione gioca un ruolo chiave”.















