
Il 24 marzo 1944 si consumò una delle pagine più buie della storia della capitale: 335 cittadini italiani, di cui 75 ebrei, furono trucidati nelle cave di pozzolana in via Ardeatina dai nazifascisti, che reagirono con questa feroce rappresaglia all’attentato partigiano di via Rasella. A 82 anni di distanza, sono state deposte corone di alloro al Tempio Maggiore di Roma.
Tra le istituzioni presenti, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, il Presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun, la Presidente UCEI Livia Ottolenghi, il vicepresidente vicario della CER Alessandro Luzon e l’assessora CER alla Memoria e vicepresidente Carola Funaro.
Al termine della cerimonia, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha rilasciato una dichiarazione a Shalom, soffermandosi sull’importanza di ricordare la strage delle Fosse Ardeatine: “È importante fare memoria perché fu una violenza inaudita e una barbarie infinita. Oggi non bisogna dimenticare perché ciò potrebbe ripetersi”.
Anche il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun ha ribadito la rilevanza del commemorare questa giornata: “Dobbiamo ricordare come si è arrivati a tutto questo: l’inizio della persecuzione, la propaganda e poi l’esclusione degli ebrei dalla società, fino ad arrivare alla loro caccia e poi a questo orrore, che fu uno degli ultimi atti pubblici compiuti dai nazifascisti. Serve dunque ricordare e far ricordare”.















