
Tel Aviv sotto attacco. Nella notte, una nuova ondata di missili balistici lanciati dall’Iran ha colpito il centro di Israele, riportando la guerra nel cuore urbano e simbolico del Paese. Le sirene d’allarme hanno squarciato il silenzio notturno in tutta l’area metropolitana, mentre i sistemi di difesa aerea entravano in azione sopra la città. Secondo quanto riportato da Ynetnews, si è trattato dell’ennesimo barrage consecutivo partito dopo la mezzanotte, con lanci diretti verso la regione centrale, inclusa Tel Aviv e l’area del Dan.
Non tutti i missili sono stati intercettati. Alcuni hanno raggiunto zone abitate, causando danni a edifici e veicoli e ferendo diversi civili. In uno degli attacchi più recenti, almeno sei persone sono rimaste ferite, mentre esplosioni e detriti hanno colpito quartieri residenziali, alimentando panico e caos tra la popolazione. Le immagini diffuse nella notte mostrano il cielo illuminato dai sistemi antimissile israeliani, ma anche colonne di fumo che si alzano dalle aree colpite.
Il conflitto, iniziato a fine febbraio, ha già causato migliaia di vittime e sta mettendo sotto pressione sia le difese militari sia la tenuta psicologica delle popolazioni coinvolte. Tel Aviv, tradizionalmente considerata relativamente sicura rispetto alle aree di confine, è ora diventata uno dei principali bersagli.
Nelle strade della città, la vita si è trasformata in una corsa continua verso i rifugi. Le sirene, ormai quotidiane, scandiscono il tempo più degli orologi. E mentre la comunità internazionale invoca una de-escalation, sul terreno la realtà racconta un’altra storia: quella di una guerra sempre più diretta, sempre più vicina ai civili.















