
C’è un momento del Seder di Pesach che, ogni anno, mi colpisce più di tutti. Non è l’apertura del mare, non è la descrizione delle piaghe e nemmeno il racconto dell’uscita dall’Egitto. È una frase molto semplice della Haggadà: – “Racconterai a tuo figlio in quel giorno”.
La Torah non dice soltanto di ricordare, non dice nemmeno semplicemente di studiare. Dice invece di raccontare ai figli.
Pesach è probabilmente la festa più educativa dell’ebraismo. Tutto il Seder è costruito intorno alle domande dei bambini, alla curiosità e alla capacità di stupirsi. Non è un caso che la Haggadà presenti i quattro figli: il saggio, il malvagio, il semplice e quello che non sa fare domande. La Torah ci sta dicendo qualcosa di molto profondo: ogni bambino è diverso e l’educazione non è una formula unica. È un dialogo. Ma c’è un altro messaggio ancora più importante nell’Haggadà non ci si limita a raccontare la libertà ci viene chiesto di mostrarla. Per questo durante il Seder ci recliniamo come persone libere, beviamo quattro coppe di vino, trasformiamo la cena in un racconto pieno di simboli e gesti.
Non stiamo solo spiegando ai nostri figli cosa è successo in Egitto, stiamo facendo qualcosa di molto più potente: stiamo creando un’esperienza che rimarrà nella loro memoria per tutta la vita. I bambini non imparano principalmente da ciò che diciamo ma bensì da ciò che vedono. Se vedono una tavola preparata con cura, se percepiscono la gioia del Seder, se sentono che Pesach è un momento speciale, allora la libertà diventa qualcosa di reale.
La tradizione ebraica lo sa molto bene: l’educazione più forte è l’esempio. Non è un caso che la Haggadà dica: “In ogni generazione ognuno deve vedere se stesso come se fosse uscito dall’Egitto”. Non basta raccontarlo ai figli dobbiamo viverlo noi per primi. Forse è proprio questo il segreto della trasmissione ebraica: non un’educazione fatta solo di parole, ma una tradizione vissuta con gioia. Quando i bambini vedono adulti che celebrano la libertà con gratitudine, con consapevolezza e con entusiasmo, capiscono che quella storia riguarda anche loro. E così, di generazione in generazione, la libertà continua a vivere.
Condivido con voi una super ricetta di Pesah, affinché’ siate liberi di godere dei vostri cari durante le feste assaporando qualcosa di speciale.
Biscotti di mandorle e limone di Pesach
Una ricetta semplice, perfetta da preparare insieme ai bambini prima del Seder.
Ingredienti:
- 250 g farina di mandorle
- 150 g zucchero
- 1 uovo
- scorza di 1 limone
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 1 pizzico di sale
- zucchero a velo per decorare
Preparazione
- Mescolate farina di mandorle, zucchero e sale. Aggiungete l’uovo, la scorza di limone e la vaniglia. Lavorate fino a ottenere un impasto morbido. Formate piccole palline e disponetele su una teglia con carta forno. Schiacciatele leggermente con le dita.
- Cuocete a 170°C per circa 12–15 minuti.
- Lasciatele raffreddare e spolverate con zucchero a velo.
















