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    Mondo

    Herzog a Davos: “Iran, Hezbollah e Houthi minacce persistenti”

    Il futuro dell’Iran può esistere solo attraverso un cambiamento di regime. È il messaggio netto lanciato dal presidente israeliano Isaac Herzog dal palco del World Economic Forum di Davos, dove il Capo dello Stato ha tracciato un quadro ampio e allarmato delle principali crisi regionali, dalla Repubblica islamica a Gaza, passando per Libano, Yemen e Siria.
    “Il popolo iraniano desidera ardentemente un cambiamento. Merita una vita dignitosa”, ha affermato Herzog, sottolineando come il Paese viva “sotto un regime oppressivo che ha ucciso migliaia di cittadini, con torture, incarcerazioni e distruzione di famiglie”. Secondo il presidente israeliano, il regime degli ayatollah si trova oggi “in una situazione piuttosto fragile”, con un’economia in rovina e proteste represse nel sangue. “Il futuro per il popolo iraniano non può che passare da un cambio di regime – ha aggiunto – e questo deve avvenire con il sostegno della comunità internazionale”.
    Nel suo intervento Herzog ha lanciato un monito anche sulle altre minacce alla sicurezza regionale. “Non possiamo adagiarci sugli allori”, ha detto riferendosi a Hezbollah, Houthi e all’Iran stesso. Secondo il presidente, Teheran continua a riorganizzarsi e a perseguire “piani di armi di distruzione di massa”, mentre Hezbollah tenta di ricostruire le proprie capacità militari “forse fingendo il contrario”. Anche gli Houthi, ha avvertito, “continuano a tramare e pianificare attacchi terroristici”.
    Ampio spazio è stato dedicato alla situazione nella Striscia di Gaza. “Gli obiettivi di una sconfitta totale di Hamas non sono stati ancora raggiunti”, ha spiegato, annunciando l’ingresso in una “fase due” centrata sulla ricostruzione e su un’amministrazione di tecnocrati. Prioritario resta anche il ritorno dell’ultimo ostaggio israeliano ancora detenuto a Gaza, Ron Gvili.
    Sul piano politico, Herzog ha ribadito che il percorso verso uno Stato palestinese e le riforme dell’Autorità palestinese saranno temi centrali nel dibattito israeliano e nelle prossime elezioni. “Una convivenza pacifica con i palestinesi è necessaria”, ha affermato, sottolineando il ruolo chiave dei Paesi arabi e la possibile normalizzazione con l’Arabia Saudita, legata a “passi seri e irreversibili”.
    A Davos il presidente israeliano è tornato anche sulla richiesta di grazia avanzata dal premier Benjamin Netanyahu, dopo l’intervento pubblico del presidente statunitense Donald Trump. “Rispetto enormemente il presidente Trump – ha dichiarato Herzog – ma devo operare secondo le regole”. La procedura, ha spiegato, prevede la raccolta di pareri da parte del ministero della Giustizia e delle autorità competenti. “Non posso violarla”, ha ribadito, auspicando comunque una soluzione che riduca l’impatto della vicenda sul sistema istituzionale israeliano.
    Infine, a margine del Forum, Herzog ha incontrato il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdillahi “Irro”, aprendo alla possibilità di future relazioni diplomatiche e a un rafforzamento della cooperazione, anche economica e di sicurezza.

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