
Si è spento Aldo Pavia, Presidente Onorario della sezione romana dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Lager Nazisti) e Vicepresidente Nazionale dell’associazione. Con la sua scomparsa, l’Italia e la città di Roma perdono una delle figure più autorevoli, limpide e rigorose nell’ambito della storiografia della Shoah e della deportazione in generale, ma soprattutto un uomo di un’umanità ed empatia straordinarie.
Un legame viscerale: la guida, il maestro, l’amico
Per me, che ho l’onore e la responsabilità di guidare la sezione romana dell’ANED, la sua perdita non è soltanto un momento di immenso dolore associativo e civile, ma una ferita intima e personale. Tra me e Aldo c’era un legame viscerale, profondo, fatto di un dialogo quotidiano, di un confronto continuo su ogni progetto, ogni evento, ogni riflessione.
Aldo è stato per me un punto di riferimento insostituibile, un maestro schietto, capace di indirizzare con lucidità e fermezza ma sempre con immenso affetto. Raccogliere la sua eredità e portare avanti la sua missione è un dovere d’amore e di memoria che sento scolpito nel cuore, nel solco di una continuazione ideale che ci lega indissolubilmente anche al ricordo di Grazia Di Veroli. Insieme a Grazia, con cui Aldo ha condiviso per anni la guida e le battaglie dell’ANED romana, si è costruita una visione della Memoria viva, attiva, capace di parlare alle nuove generazioni. Riunire oggi idealmente il loro impegno significa riaffermare il valore più alto della trasmissione storica come argine a ogni forma di discriminazione e oblio.
Il rigore dello studioso e la forza dei Viaggi della Memoria
Nel corso di tutta la sua vita, Aldo Pavia si è dedicato in modo instancabile alla ricerca e alla divulgazione. Considerato tra i massimi esperti della Shoah italiana e della deportazione, ha saputo coniugare il rigore scientifico dell’analisi documentale con una capacità divulgativa rara.
I Viaggi della Memoria nei campi di sterminio e di concentramento europei rappresentano uno dei punti più alti del suo impegno. Accompagnare centinaia di studenti e giovani tra i reticolati di Auschwitz, Mauthausen o Dachau non era per lui un semplice atto di testimonianza o una lezione di storia sul campo, ma un vero e proprio percorso di formazione civile e umana. Tra quei blocchi e davanti ai memoriali, Aldo sapeva far parlare la Storia con una precisione impeccabile e una sensibilità profonda, toccando le coscienze dei ragazzi e trasformando la memoria in un impegno attivo per il presente. Aldo sapeva parlare ai giovani con la sua abituale schiettezza e il suo vocione amichevole, catturandone l’attenzione perché non era mai retorico, ma toccava come pochi le loro corde stimolandoli continuamente.
Un capitolo fondamentale della vita di Aldo è stato il suo rapporto di profonda vicinanza, rispetto e collaborazione continua con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane la Comunità Ebraica di Roma, un dialogo mai interrotto, fondato sulla condivisione dei valori di giustizia, democrazia e lotta all’antisemitismo.
Aldo ha camminato fianco a fianco e intrecciato legami di amicizia fraterna con i giganti della memoria romana e nazionale: Settimia Spizzichino, sua amica personale, con la quale ha condiviso per decenni l’urgenza di raccontare e non dimenticare; Piero Terracina, compagno indimenticabile di battaglie civili e per lunghi anni colonna portante dell’ANED e Lello Di Segni; Mario Limentani, figura a cui Aldo era legato da un affetto speciale e del quale amava sempre rimarcare e ricordare con esattezza storiografica l’identità di deportato politico a seguito dell’arresto del 4 gennaio 1944. E tanti altri.
L’ascolto, l’empatia, il rispetto
Accanto alla vastissima cultura e all’autorevolezza accademica e civile, ciò che rendeva Aldo Pavia un uomo unico era il suo approccio verso il prossimo. Sapeva ascoltare con pazienza infinita, parlare con garbo ed eleganza, e porre sempre al centro di ogni relazione il rispetto per la dignità di ogni persona. La sua empatia naturale gli permetteva di entrare in sintonia con chiunque, dal grande docente universitario allo studente delle scuole medie.
Oggi l’ANED, la città di Roma e tutti coloro che sono vicini ai valori condivisi dell’antifascismo si stringono attorno al suo ricordo. Continuare a percorrere la strada che Aldo Pavia ha tracciato, mantenendo vivi il suo rigore, la sua passione e il suo amore per la libertà, è il modo più autentico e doveroso con cui tutti noi gli diciamo grazie.












