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    ROMA EBRAICA

    Da casa a Storia: la Fondazione Museo della Shoah lancia una campagna per valorizzare le memorie familiari

    Il 23 gennaio in Campidoglio la presentazione pubblica dell’iniziativa dell’Archivio storico

    Fotografie, lettere, certificati, diari manoscritti: una parte fondamentale della storia della persecuzione antiebraica in Italia è ancora custodita nelle case dei cittadini. Da questa consapevolezza nasce Dalle case alla Storia. Ogni documento può restituire una vita, la campagna di raccolta documenti promossa dall’Archivio storico della Fondazione Museo della Shoah, che sarà presentata venerdì 23 gennaio alle ore 10.30 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma.

    La campagna invita le famiglie a mettere a disposizione, in originale o in copia, documenti legati alla persecuzione antiebraica affinché possano essere tutelati, studiati e restituiti alla collettività. Materiali spesso conservati per decenni in ambito domestico rischiano oggi di andare perduti se non vengono riconosciuti come patrimonio storico condiviso.

    «Questa campagna nasce dalla consapevolezza che una parte fondamentale della Storia del nostro Paese è ancora custodita nelle case dei cittadini», afferma Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah. «La generosità di chi sceglie di donare fotografie, lettere e documenti privati incontra, nell’Archivio storico della Fondazione, un lavoro rigoroso e altamente specializzato, capace di tutelare, interpretare e restituire questi materiali alla collettività. Il nostro obiettivo non è soltanto la digitalizzazione, ma la costruzione di un patrimonio vivo, accessibile e comprensibile a pubblici diversi».

    Dopo oltre dieci anni di attività tra mostre, progetti di ricerca e iniziative didattiche, la Fondazione ha maturato una consapevolezza chiara: senza il contributo diretto delle famiglie, molte storie resterebbero invisibili. Donare o mettere a disposizione un documento non significa rinunciare alla propria memoria, ma trasformarla in una responsabilità condivisa.

    L’evento del 23 gennaio segna l’avvio pubblico della campagna permanente di raccolta documenti dell’Archivio storico e si articola attorno a una domanda centrale: come vengono conservati, studiati e valorizzati i documenti che entrano in archivio? Il lavoro dell’Archivio storico, diretto da Marco Caviglia, responsabile dell’Archivio storico della Fondazione Museo della Shoah, sarà al centro della presentazione, che illustrerà il metodo di acquisizione, studio e restituzione pubblica dei fondi documentari.

    Nel corso della mattinata saranno presentati il lavoro svolto dall’Archivio negli ultimi dieci anni e le prospettive future di valorizzazione dei fondi attraverso progetti di ricerca, didattica e una futura mostra prevista in occasione del prossimo Giorno della Memoria.

    L’evento del 23 gennaio segna l’avvio pubblico della campagna permanente di raccolta documenti dell’Archivio storico e si articola attorno a una domanda centrale: come vengono conservati, studiati e valorizzati i documenti che entrano in archivio? Il lavoro dell’Archivio storico, diretto da Marco Caviglia, responsabile dell’Archivio storico della Fondazione Museo della Shoah, sarà al centro della presentazione, che illustrerà il metodo di acquisizione, studio e restituzione pubblica dei fondi documentari.

    Durante l’incontro saranno presenti otto persone le cui storie sono state ricostruite a partire dai primi fondi di famiglia donati all’Archivio storico. In occasione dell’evento, la Fondazione Museo della Shoah consegnerà loro un attestato di gratitudine per il contributo offerto alla costruzione delle biografie e alla salvaguardia di un patrimonio documentario che, dal contesto privato, entra a far parte della Storia condivisa.

    La campagna si inserisce in una rete di collaborazioni scientifiche con istituzioni e centri di ricerca. Tra i progetti attivi, la collaborazione con la Sapienza Università di Roma nell’ambito del progetto Sapienza ’38, dedicato all’espulsione di studenti e docenti dalle scuole e dalle università, e il lavoro con la Fondazione Fossoli per la ricostruzione delle biografie degli ebrei detenuti nel campo di Fossoli attraverso le lettere inviate durante la detenzione.

    La mattinata si concluderà con la consegna dei diplomi di gratitudine alle persone che hanno contribuito alla costruzione delle biografie attraverso la donazione dei documenti.

    L’evento è realizzato con il contributo e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, della Sapienza Università di Roma e della Fondazione Fossoli.

    Per partecipare all’evento è necessario iscriversi compilando il modulo

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