La sinagoga Stadttempel di Vienna, in Seitenstettengasse 4, nei cui pressi il giovane terrorista dell’Isis ha seminato la morte, e’ il maggiore edificio di culto ebraico nella capitale austriaca. Non e’ chiaro se la comunita’ ebraica fosse l’obiettivo, ma l’edificio e’ gia’ stato teatro di un attacco: nell’agosto 1981, due fedeli che partecipavano a un bar mitzvah furono uccisi e altri 18 feriti da due terroristi palestinesi armati di mitra e granate, poi catturati dalla polizia. Alla cerimonia partecipavano quasi 200 persone. Costruita tra il 1823 e il 1826, la Stadttempel e’ l’unica tra le 94 piu’ antiche sinagoghe viennesi a non essere stata distrutta durante l’Olocausto e ad essere tuttora attiva. L’edificio e’ opera di Josef Kornhausel, architetto di spicco del Biedermeier viennese, ed e’ stata costruita in posizione defilata perche’ solo le chiese cattoliche potevano essere costruite in bella vista nella capitale imperiale. Vienna e’ stata obiettivo di un gruppo estremista palestinese anche successivamente, quando nel 1985 venne preso d’assalto l’aeroporto con fucili e bombe a mano, uccidendo tre civili. Nell’agosto scorso, le autorita’ austriache avevano arrestato un rifugiato siriano di 31 anno, sospettato dell’aggressione a Eli Rosen, leader della comunita’ ebraica della seconda citta’ del Paese, Graz, rimasto peraltro illeso. L’uomo ha poi confessò.