
La Francia ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, dopo le dichiarazioni pronunciate durante un video intervento a un forum organizzato a Doha dall’emittente Al Jazeera. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot durante un intervento all’Assemblea nazionale, dove ha definito le parole di Albanese “oltraggiose e riprovevoli”, ritenute non rivolte al governo israeliano, le cui politiche, ha sottolineato Barrot, possono essere oggetto di critica, ma a Israele “come popolo e come nazione”.
Nel corso del forum in Qatar, Albanese ha criticato il sostegno politico, economico e militare fornito a Israele da parte della comunità internazionale. “Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune”, ha affermato nel suo intervento.
La relatrice ONU ha respinto fermamente le accuse in un’intervista a France 24 e in un messaggio pubblicato su X. “Non ho mai, mai, mai detto ‘Israele è il nemico comune dell’umanità’”, ha affermato, denunciando “accuse completamente false” e una “manipolazione” delle sue parole. Secondo la sua versione, il “nemico comune dell’umanità” sarebbe “il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile”. Ha inoltre chiesto una rettifica alla deputata francese Caroline Yadan, che aveva firmato una lettera insieme ad altri 20 parlamentari per chiedere la revoca immediata del suo mandato ONU.
Il ministro Barrot ha rincarato la dose, affermando che le parole di Albanese “si aggiungono a una lunga lista di prese di posizione scandalose”. Ha accusato la relatrice di “giustificare” gli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele e di “paragonare Israele al Terzo Reich”. “È un’attivista politica che alimenta discorsi d’odio che danneggiano la causa del popolo palestinese”, ha aggiunto Barrot, definendola una figura controversa e di parte.
Il caso ha provocato forti reazioni anche in Italia. La Lega ha depositato una risoluzione parlamentare per chiedere le dimissioni immediate di Albanese. “Chi definisce Israele ‘nemico comune dell’umanità’, ha ben poco da dichiararsi super partes e fomenta più che leciti sospetti sul suo antisemitismo”, hanno dichiarato i deputati leghisti Paolo Formentini ed Eugenio Zoffili. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) ha accusato Albanese di avere “un profilo antisemita”. Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), ha espresso apprezzamento per la posizione francese. “Bene che anche una voce governativa francese si aggiunge a quelle nostre invitando a riconoscere nelle folle parole pronunciate dalla Albanese un odio profondo”.
Non è la prima volta che Francesca Albanese finisce al centro delle polemiche. Dall’estate del 2024 è sottoposta a sanzioni da parte degli Stati Uniti, che le impediscono di ottenere un visto per partecipare ai lavori dell’ONU a New York. Nel luglio 2025, Washington ha imposto ulteriori sanzioni, che le vietano di avere un conto in banca o una carta di credito negli Stati Uniti.












