Il Professor Joseph Halevi Horowitz Weiler, giurista,
avvocato ed esperto di diritto internazionale e tutela delle
libertà religiose è stato premiato oggi dalla fondazione Ratzinger alla
presenza di papa Francesco. Tra le personalità presenti all’evento anche la
Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello. “Oltre al
significato che riveste nel nome della cultura, della scienza e dell’arte,
questo incontro vuole avere un suo significato profondo nel nome della
fraternità e della sincera e profonda amicizia tra ebrei e cristiani” ha detto
Federico Lombardi, presidente della Fondazione vaticana Joseph
Ratzinger-Benedetto XVI.
Weiler rappresenta la prima personalità di religione
ebraica a cui viene attribuito il Premio Ratzinger, un premio di cui fino ad
oggi erano stati insigniti studiosi appartenenti al cristianesimo.
“Sono veramente felice di questo riconoscimento,
anche perché ribadisce uno degli obiettivi prefissati, quale quello della
condivisione e della promozione della riconciliazione fra cristiani ed ebrei”
ha sottolineato Papa Francesco.
Begoglio ha poi ricordato le occasioni in cui Papa
Benedetto ha operato nel nome della “riconciliazione fra cristiani ed
ebrei”. “Sulla stessa linea ho proseguito a mia volta, con passi
ulteriori – ha spiegato il pontefice – nello spirito di dialogo e di amicizia
con gli ebrei che mi ha sempre animato durante il ministero in Argentina.
Questi Premi, dunque, oltre a rappresentare un meritato riconoscimento, offrono
l’indicazione di linee di impegno, di studio e di vita di grande significato,
che suscitano la nostra ammirazione e chiedono di venire proposte
all’attenzione di tutti. Weiler non solo ha condotto su questi temi studi
approfonditi, ma ha anche preso posizioni coraggiose, passando, quando
necessario, dal piano accademico a quello della discussione – e noi potremmo
dire del “discernimento” – per la ricerca del consenso su valori
fondamentali e il superamento dei conflitti per il bene comune. Che in ciò
credenti ebrei e cristiani possano trovarsi uniti è un segno di grande speranza” ha concluso il
Papa.
Due gli studiosi premiati durante la cerimonia, che si
uniscono al folto gruppo di studiosi insigniti precedentemente al premio, che
sono circa 26 personalità di 16 Paesi dei 5 continenti, cultori di materie
diverse: dagli studi biblici a quelli della teologia storica e dogmatica, dalla
filosofia e alle scienze sociali, fino ad arti come la musica e l’architettura.
“Quest’anno, mentre la presenza fra noi del p. Michel
Fédou conferma la nostra vocazione originaria alla promozione degli studi
teologici, la presenza del prof. Joseph Weiler testimonia la volontà di
allargare continuamente la comunità dei premiati. In lui onoriamo per la prima
volta un insigne studioso di religione ebraica, eminente cultore delle
discipline giuridiche” ha affermato il presidente della Fondazione Ratzinger.
“Siamo particolarmente lieti, in questa occasione, di avere in sala ad
accompagnarlo diversi suoi familiari e amici e rappresentanti della comunità
ebraica romana e italiana”.