Le storie di viaggi per terra e per mare risultano a noi uomini del presente spesso povere di avventura. A esse preferiamo i viaggi spaziali, la fantascienza, la distopia e i videogiochi. Non era così nell’Ottocento, non è così per Enrico Brizzi, autore del libro “Il diavolo in Terrasanta”, edito da Mondadori. Quella da lui raccontata è una storia di viaggio, in cui i resoconti dei luoghi percorsi si intrecciano con le vicende vissute dai protagonisti. È un libro colmo di avventura, riflessione e curiosità di posti lontani geograficamente e culturalmente.
Da Roma Cesare Maggi, detto Logista, ed Enrico Brizzi, partono alla volta di Gerusalemme, la città dove ogni pietra è sacra. Questo è un pellegrinaggio a lungo sognato, sulla scia di tanti altri fatti assieme. Fu nel 2006, al termine del cammino lungo la via Francigena, che i due decisero che avrebbero condiviso insieme un’altra grande avventura: un itinerario che da Roma li avrebbe portati in Israele, passando per l’Abruzzo, la Calabria e l’Adriatico con una barchetta da loro costruita. Un po’ per gioco, un po’ per goliardia, si uniscono Ivan, il siciliano Enzo e l’ebreo bolognese Max Montefiori: non avvezzi alla fatica e allo sforzo, e ognuno con le proprie stranezze, le diverse esperienze di vita e analoghi dilemmi esistenziali. Ispirandosi al vero viaggio percorso a piedi da Brizzi questa storia è raccontata con tono irriverente e scherzoso. Al centro c’è la scoperta della terra d’Israele, difficile da inquadrare, piena di contraddizioni, culla di antiche storie, crocevia di culture e territorio politicamente conteso. Tra ferie, permessi e sacrifici Enrico e Cesare partono nell’estate del 2008 impiegando 12 settimane per raggiungere la meta che dista 960 chilometri. Tra cambiamenti, incontri e difficoltà di ogni genere, non solo impariamo a conoscere i personaggi che popolano il libro, ma anche le storie connesse ai luoghi da loro percorsi. Passando per Filettino, in provincia di Frosinone, patria di Rodolfo Graziani, generale durante la prima guerra mondiale, sostando ad Acri, in Calabria, e attraversando il mar Adriatico si arriva finalmente in Israele, simbolo di concordia e discordia, culla di antiche leggende e teatro di molteplici conflitti.