
Come riesce un corallo privo di sistema nervoso centrale a coordinare movimenti complessi e perfettamente sincronizzati? A questo interrogativo ha risposto un team congiunto di ricercatori dell’Università di Tel Aviv e dell’Università di Haifa, che ha svelato il meccanismo alla base della pulsazione ritmica di un corallo.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ (PNAS), getta una nuova luce sull’evoluzione del movimento nel regno animale, mettendo in discussione le ipotesi consolidate della biologia.
Al centro della ricerca c’è la ‘Xenia umbellata’, uno dei coralli molli più spettacolari delle barriere coralline del Mar Rosso, noto per il movimento ipnotico dei suoi tentacoli.
I ricercatori hanno scoperto che il ritmo dei tentacoli non è guidato da un centro di controllo unico ma da un sistema di “pacemaker neurale decentralizzato”. Ogni tentacolo viene controllato dalla propria rete di neuroni in modo indipendente, restando, comunque, perfettamente sincronizzato con gli altri grazie a una comunicazione cellulare rapida e armoniosa.
“È come un’orchestra senza direttore. – ha spiegato la Prof.ssa Tamar Lotan del Dipartimento di Biologia Marina dell’Università di Haifa – Ogni tentacolo agisce in modo indipendente, eppure, in qualche modo, riesce a ‘sentire’ gli altri e a muoversi in perfetta armonia. È un modello completamente diverso da come funziona il movimento ritmico in altri animali”. Gli esperimenti hanno dimostrato che anche piccoli frammenti di tentacolo, una volta separati dal corallo, riescono a mantenere la capacità di pulsare autonomamente. Ciò conferma l’assenza di un unico ‘centro di comando’.
Il team ha poi condotto analisi genetiche avanzate, esaminando l’espressione genica durante la rigenerazione dei tentacoli, scoprendo che il corallo utilizza gli stessi strumenti molecolari presenti negli animali più complessi, ossia i recettori dell’acetilcolina e i canali ionici coinvolti nella trasmissione neurale e nella regolazione dell’attività ritmica.
Secondo i ricercatori, lo studio suggerisce che l’origine biologica dei movimenti ritmici, come la respirazione, il battito cardiaco e la camminata, sia molto più antica di quanto si pensasse in precedenza. I coralli studiati dimostrano come il movimento coordinato possa originarsi da un sistema semplice e distribuito, molto prima che complessi ‘centri di controllo’ si evolvessero nel cervello di animali evoluti. “È straordinario osservare che gli stessi componenti molecolari che regolano il pacemaker del cuore umano sono attivi anche in un corallo nato centinaia di milioni di anni fa. – ha affermato il Prof. Yehuda Benayahu della Facoltà di Zoologia dell’Università di Tel Aviv – Questo organismo ci permette di guardare indietro nel tempo, agli albori dell’evoluzione del sistema nervoso nel regno animale”.













