
L’IDF, in un’operazione speciale con lo Shin Bet e unità d’élite, ha recuperato nella Striscia di Gaza il corpo di Ilan Weiss Z”L, ostaggio israeliano assassinato il 7 ottobre 2023 dai terroristi di Hamas. Nell’operazione sono stati rinvenuti anche resti di un altro ostaggio caduto, il cui nome non è ancora stato autorizzato alla pubblicazione.
L’operazione, complessa e ad alto rischio, è stata condotta dal Comando Sud dell’IDF con il contributo di intelligence precisa fornita dalla Direzione dell’Intelligence militare e dallo Shin Bet. Grazie a queste informazioni, le forze israeliane hanno potuto penetrare in territorio nemico e riportare a casa i resti di Weiss, garantendogli ora una degna sepoltura in Israele.
Ilan Weiss, 55 anni, era un membro stimato del kibbutz Be’eri e faceva parte della squadra di emergenza locale (Tzachi). Il 7 ottobre 2023, quando centinaia di terroristi di Hamas fecero irruzione nelle comunità del sud di Israele, Weiss non esitò a uscire dalla propria abitazione per difendere i suoi vicini. Venne ucciso con brutalità e il suo corpo fu rapito nella Striscia di Gaza.
Il dramma della sua famiglia non finì quel giorno. La moglie Shiri e la figlia Noga furono anch’esse sequestrate e deportate nei tunnel di Hamas. Solo a novembre 2023, nell’ambito dell’accordo “Porte del Cielo”, poterono tornare a casa. Da allora, la comunità di Be’eri ha portato avanti la memoria di Ilan, simbolo di coraggio e sacrificio.
Dopo il recupero, il corpo è stato trasferito all’Istituto Nazionale di Medicina Legale, dove è stato identificato in collaborazione con la Polizia israeliana e la task force per gli ostaggi dell’IDF. Parallelamente, continua l’identificazione dei resti del secondo ostaggio caduto, mentre le famiglie colpite sono state informate personalmente dalle autorità.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso le sue condoglianze alla famiglia Weiss e alla comunità di Be’eri: “Mia moglie ed io porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite. Ringraziamo i nostri comandanti e i nostri combattenti per la loro determinazione e il loro coraggio”.
Netanyahu ha ribadito che la lotta per riportare a casa tutti gli ostaggi è una priorità nazionale: “Non ci fermeremo finché non avremo riportato tutti i nostri ostaggi — vivi e caduti — alla loro casa”.
Secondo le informazioni ufficiali, nelle mani di Hamas si trovano ancora 49 ostaggi, di cui 20 ritenuti in vita. Le famiglie attendono ogni giorno notizie, mentre l’esercito prosegue senza sosta le operazioni di ricerca e pressione militare per riportarli a casa.
Il recupero del corpo di Ilan Weiss non è solo un gesto di giustizia verso la sua memoria, ma anche un segnale di speranza per chi continua ad aspettare il ritorno dei propri cari.
Ilan Weiss Z”L non è più tra noi, ma il suo nome resterà scolpito nella storia del kibbutz Be’eri e di tutto Israele come simbolo di coraggio e dedizione. Il suo ritorno, seppur tragico, rappresenta la promessa che lo Stato di Israele non abbandona i suoi figli, né vivi né caduti.
In un Paese ancora ferito, questa operazione ricorda che la missione non è finita: finché anche un solo ostaggio resterà nelle mani di Hamas, la battaglia non potrà dirsi conclusa. Israele continuerà a lottare, perché la vita — e la dignità dei suoi cittadini — valgono più di ogni altra cosa.