La scorsa settimana, fra gli sguardi sorpresi dei bagnanti, tre droni hanno consegnato sushi, birra e gelati sulla spiaggia di Tel Aviv.
L’iniziativa pubblico-privata, si svolge nell’ambito dell’Israel’s National Drone Initiative e fa parte di un programma promosso dall’Autorità per l’innovazione d’Israele, dal Ministero dei Trasporti, con il supporto del Forum economico mondiale. Il Governo israeliano ha inoltre investito 5,2 mln di euro, con l’obiettivo di migliorare la tecnologia dei piccoli velivoli controllati a distanza.
Per l’esercitazione di volo sono state messe in campo tutte le conoscenze dei veterani dell’Aeronautica militare. Ciò è stato possibile anche grazie alla partecipazione al progetto di due aziende israeliane: High Lander, specializzata nel controllo del traffico per droni e Cando, che crea strategie commerciali per il delivery.
“Far volare un drone non è un problema”, ha spiegato l’Amministratore delegato di High Lander, Alon Abelson. “Stiamo parlando di più droni, provenienti da diversi produttori, che però sono monitorati da un unico software. In tal modo possiamo assicurarci che non si scontrino”.
Come affermato da Daniella Partem, responsabile dell’Autorità per l’innovazione d’Israele, lo scenario che si prospetta in futuro è quello in cui migliaia di droni sorvoleranno i cieli, consegnando medicine, cibo da asporto e svolgeranno missioni di controllo.
“Il nostro obiettivo è creare un mercato competitivo in Israele, non dominato da un’unica azienda – ha spiegato Partem – Se riusciamo a spostare i veicoli dalle strade all’aria, possiamo influenzare il traffico, possiamo ridurre l’inquinamento atmosferico, possiamo creare un ambiente migliore e più sicuro per la consegna delle merci”.
Oltre al food delivery, che attualmente è un mercato in crescita, i droni potranno avere altri compiti come il trasporto di merci più pesanti. A breve, infatti, secondo l’ Autorità per l’innovazione d’Israele, i droni copriranno una distanza fino a 100 km con carichi maggiori.