
In una significativa rivoluzione del sistema di risposta sanitaria di emergenza, il Magen David Adom (MDA) ha annunciato l’ingresso di 22 donne haredi (ultraortodosse) nella propria forza di volontarie come tecniche di emergenza medica (EMT), dopo il completamento di un corso professionale dedicato. La formazione, conclusasi la scorsa settimana, rappresenta per l’organizzazione una strategia mirata ad ampliare la copertura medica nella capitale e nei suoi sobborghi con un’attenzione particolare alle esigenze culturali e sociali delle diverse comunità cittadine. Il direttore generale di MDA, Eli Bin, ha espresso soddisfazione per l’integrazione delle nuove volontarie, sottolineando come questa iniziativa rafforzi la capacità di risposta rapida e professionale in caso di emergenze. “Congratulazioni alle donne che hanno completato l’addestramento e si sono unite ai ranghi dei nostri paramedici” ha detto Bin, evidenziando l’impegno dell’organizzazione a formare volontari provenienti da tutti i settori della società israeliana pur rispettando le specificità religiose e culturali delle comunità di appartenenza.
L’iniziativa di MDA riflette una tendenza più ampia di maggiore partecipazione delle donne haredi nel mondo del lavoro e dell’istruzione formale. Secondo l’Israel Democracy Institute, nel 2024 il tasso di occupazione tra le donne ultraortodosse ha raggiunto l’80%, avvicinandosi significativamente a quello delle donne non haredi, attestato all’83%. Inoltre, dati del Council for Higher Education indicano un aumento della presenza haredi negli atenei, con le donne che rappresentano circa il 70% degli studenti ultraortodossi. Per Magen David Adom, il modello formativo adottato per queste reclute incorpora standard tecnici di pronto soccorso insieme a misure per garantire conformità alle norme religiose, permettendo alle volontarie di operare efficacemente nel tessuto urbano di Gerusalemme e nei quartieri ad alta densità senza rinunciare al proprio stile di vita.
L’integrazione di queste nuove EMT contribuisce ad allineare gli obiettivi di MDA con le esigenze di una città complessa come Gerusalemme, dove le differenze demografiche e culturali richiedono una risposta di emergenza sensibile e tempestiva. Oltre a migliorare i tempi di intervento in situazioni critiche, l’iniziativa potrebbe favorire ulteriori aperture del mondo haredi nei servizi civici e nella cittadinanza attiva segnando un passo importante nei percorsi di inclusione sociale.












