
Secondo quanto reso noto dalle Forze di difesa israeliane (IDF), il segnale operativo per l’avvio dell’attacco del 7 ottobre sarebbe stato trasmesso attraverso una sequenza concordata di emoji inviata dai terroristi di Hamas ai propri operativi.
L’informazione emerge dall’analisi dei telefoni cellulari appartenenti ai membri di Nukhba, sequestrati il giorno stesso dell’attacco. Gli investigatori militari ritengono che il codice visivo sia stato utilizzato come sistema di comunicazione per indicare il momento di avvio dell’operazione, una modalità che — secondo la valutazione dell’esercito — sarebbe già stata impiegata anche in precedenti tentativi operativi.
La rivelazione si inserisce nel lavoro di ricostruzione condotto negli ultimi mesi dalle autorità israeliane per comprendere nel dettaglio la pianificazione del massacro.
Fonti militari sottolineano che l’uso di codici apparentemente innocui, come simboli grafici diffusi nella comunicazione quotidiana, avrebbe consentito di ridurre il rischio di intercettazioni e di mantenere un basso profilo nelle fasi preparatorie.
L’episodio evidenzia ancora una volta il livello di organizzazione e la pianificazione accurata che hanno caratterizzato l’attacco, mentre proseguono le indagini e le operazioni di intelligence per chiarire ulteriori dettagli sulla catena di comando e sulle modalità di coordinamento tra i vari gruppi coinvolti.












