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    INNOVAZIONE

    Ricerca israeliana: svolta green per proteggere le colture e ridurre l’uso dei pesticidi

    Una soluzione sostenibile per proteggere le colture dalle malattie fungine arriva da Israele. Si tratta di un rivoluzionario rivestimento ceroso multifunzionale, bio-ispirato, dalle proprietà super idrofobiche, antiadesive e autopulenti, che difende le piante da patogeni fungini, rispettando l’ambiente.
    A sviluppare questa nuova tecnologia, denominata SafeWax, una rete di ricerca internazionale con cinque organizzazioni partner provenienti da tre diversi Paesi europei, guidata dal Technion – Israel Institute of Technology.
    Attualmente i metodi tradizionali per combattere le malattie delle piante si basano in larga misura sull’uso di pesticidi chimici, spesso dannosi per l’ambiente e per la salute umana. A questo si aggiunge un problema crescente: la perdita di efficacia dei pesticidi a causa della resistenza batterica.
    Applicato semplicemente come spray, SafeWax crea sulla superficie della pianta uno strato sottile, uniforme e biodegradabile di materiale idrorepellente che impedisce passivamente la germinazione delle spore fungine, inibendo così lo sviluppo della malattia. Questa tecnologia potrebbe ridurre l’uso di pesticidi chimici di almeno il 50%.

    SafeWax

    L’ispirazione arriva direttamente dalla natura, riproducendo le proprietà della ‘cuticola’, uno strato naturale che ricopre piante come le foglie di loto e i broccoli, consentendo loro di autopulirsi, respingendo batteri e altri contaminanti.
    I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista ‘Small’, mostrano test promettenti su piante di pomodori, peperoni, viti e bambù: il rivestimento si è dimostrato fattibile ed efficace senza compromettere processi vitali come la fotosintesi. Inoltre, offre una protezione ulteriore: riesce a filtrare le intense radiazioni UV che danneggiano le colture, proteggendo la pianta dal calore e dall’esposizione ai raggi UV e rallentandone la disidratazione.
    Un altro punto di forza è il fatto che il rivestimento è a base di acidi grassi biodegradabili che possono essere derivati dagli scarti alimentari, contribuendo così anche a ridurre lo spreco alimentare globale.
    “Si tratta di un’alternativa ecologica, efficiente e multifunzionale per la protezione delle colture, soprattutto in considerazione delle sfide che il cambiamento climatico pone all’agricoltura moderna. – ha affermato Boaz Pokroy, professore del Technion e coordinatore del progetto – Oltre a fornire una difesa passiva contro le malattie, SafeWax migliora la resilienza ambientale delle piante e riduce l’impatto ambientale della coltivazione”.
    La tecnologia richiede ulteriori ricerche ma, secondo il prof. Pokroy, l’applicazione sul campo potrà essere implementata entro due anni. Il progetto SafeWax è finanziato dal programma europeo Horizon Europe che sostiene l’innovazione green e soluzioni sostenibili.

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