
Nel cuore della Galilea, vicino al confine con il Libano, sta per nascendo un progetto che potrebbe ridisegnare il panorama immobiliare e tecnologico del nord di Israele. In un’area resa deserta dal conflitto, un gruppo di giovani residenti ha deciso di puntare sul futuro: HUBayta, un centro per l’innovazione e l’imprenditorialità, sta per essere inaugurato con l’obiettivo di attrarre start-up e aziende tecnologiche, offrendo infrastrutture paragonabili a quelle di New York e Tel Aviv.
L’iniziativa è il frutto dell’impegno di un collettivo chiamato Habaita — Returning to the Galilee. Il gruppo ha raccolto circa 8 milioni di shekel (oltre 2,5 milioni di dollari) per ristrutturare un complesso di 1.500 metri quadrati che un tempo ospitava il mercato di Agamon. L’edificio, abbandonato durante le fasi più dure della guerra, è stato trasformato in un polo attrattivo per l’ecosistema delle start-up. Secondo i promotori, le nuove strutture offrono servizi e spazi agli standard dei principali centri globali, con uffici moderni, spazi di co-working e supporto per l’attrazione di talenti. L’obiettivo dichiarato è duplice: creare opportunità di lavoro locali e ancorare professionalità creative e tecnologiche nel nord del Paese, in una zona storicamente marginale dal punto di vista economico. Già prima dell’inaugurazione ufficiale, l’hub ha raggiunto un tasso di occupazione dell’85%, con circa 20 imprese che hanno confermato il trasferimento o l’apertura di attività, incluse 12 startup originariamente basate nel centro di Israele.
Il progetto prevede inoltre collaborazioni con reti di co-working e programmi di formazione in intelligenza artificiale, finanziati in parte da partnership con grandi attori internazionali. Secondo gli organizzatori, l’iniziativa non si limita a un semplice sviluppo immobiliare, ma punta a tramutare un’area depauperata dalla guerra in un nuovo cuore pulsante dell’innovazione nazionale. Questo esperimento in Galilea arriva in un momento in cui il mercato immobiliare israeliano sta vivendo dinamiche contrastanti: se da un lato alcuni osservatori descrivono il settore come un “buyer’s market” segnato da una contrazione delle vendite a causa dei tassi d’interesse record, dall’altro cresce l’interesse di acquirenti esteri e investitori alla ricerca di opportunità e rifugi sicuri per il proprio capitale.












