
Nella sua benedizione ai figli, Ya’akov dedicò cinque versetti a Yehudà, il quarto figlio. In uno di questi versetti è detto: “Non sarà tolto lo scettro da Yehudà né un legislatore tra i suoi discendenti” (Bereshìt, 49:10). Questa è un’allusione al fatto che i regnanti in Israele saranno di diritto i discendenti di Yehudà. Rashì (Troyes, 1040-1105) nel suo commento scrive che la dinastia davidica, discendente di Yehudà, continuerà anche nell’esilio babilonese con l’esilarca e nella terra d’Israele con il capo del Sinedrio.
Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) in Mesoras Harav (p. 361) commenta che sulla base di questo versetto il Nachmanide (Girona, 1194-1270, Acco) arriva alla conclusione che gli Asmonei commisero un grave errore nell’assumere la sovranità su Israele. Essendo kohanìm (sacerdoti) essi discendevano dalla tribù di Levi. Nonostante che fossero dei giusti, i figli di Mattatià vennero tutti uccisi perché questa sovranità può essere rivendicata legittimamente solo dalla tribù di Yehudà. R. Soloveitchik aggiunge che apparentemente il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) non è di questa opinione perché afferma che gli Asmonei erano governanti legittimi poichè un incarico fondamentale dei kohanìm era quella di mantenere la kedushà (santità) del Bet Ha-Mikdàsh (il Santuario di Gerusalemme). Il Bet ha-Mikdàsh poteva essere riportato alla sua funzione originale solo grazie alla sovranità degli Asmonei.
Menachem Genack (New York, 1948-) nella sua opera Birkàt Yitzchak (p. 80) cita il Maimonide che nel Mishnè Torà (Hilkhòt Chanuccà, 3:1) scrive: “Nell’epoca del secondo Bet ha-Mikdàsh, i re greci (i seleucidi) emanarono decreti contro il popolo ebraico, tentando di annullare la loro fede e impedendo loro di osservare la Torà e i suoi precetti. Misero mano ai loro beni e sulle loro figlie (ius primae noctis) entrarono nel Santuario, vi seminarono distruzione e resero impure le cose pure. Gli ebrei subirono grandi sofferenze a causa loro, per la dura oppressione, finché il Dio dei nostri antenati ebbe pietà di loro, li liberò dalle loro mani e li salvò. I figli degli Asmonei, i Sommi Sacerdoti, li sconfissero, li uccisero e salvarono gli ebrei dalle loro mani. Nominarono un re tra i sacerdoti e la sovranità tornò a Israele per più di 200 anni, fino alla distruzione del secondo Bet ha-Mikdàsh”.
Genack spiega che dalle parole dei Maimonide si vede che non vi era alcuna proibizione che i regnanti fosserokohanìm anche perché si trattava di una sovranità temporanea e non di una eliminazione permanente della sovranità dalla tribù di Yehudà. Il miracolo principale secondo il Maimonide fu il passaggio della sovranità dai re seleucidi a dei re ebrei. R. Genack sottolinea il fatto che il Maimonide scriva che “la sovranità tornò a Israele per più di 200 anni, fino alla distruzione del secondo Bet ha-Mikdàsh”. Durante questi duecento anni gran parte dei re furono sadducei che negarono la tradizione dei Maestri. Fra questi re vi furono Alessandro Yannai e Erode il Grande che fecero stragi tra i nostri Maestri. Dai qui impariamo che pur essendo dei pessimi regnanti, dobbiamo ringraziare l’Eterno che erano ebrei e non stranieri idolatri.












