Di solito non mi dedico a studiare e tantomeno a commentare le encicliche papali, per estraneità e rispetto istituzionale, trattandosi prima di tutto di documenti interni di un’altra religione. Questa volta però, dopo aver visto i titoli dei giornali e le sintesi che hanno accompagnato la pubblicazione della Magnifica humanitas dedicata in gran parte all’intelligenza artificiale (AI), la curiosità ha…
IDEE – PENSIERO EBRAICO
Parashà di Nassò: Perché è proibito rubare?
In questa parashà la Torà ci comanda di non appropriarsi di quello che appartiene ad altri: “L’Eterno parlò a Moshè, dicendo: Parla ai figli d’Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno rubando e poi giurando in falso (lim’ol ma’al) contro l’Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, dovrà confessare il peccato commesso,…
La festa di Shavu’ot: La Torà e il regno d’Israele non furono mai fondati sulla purità razziale
Avraham Kroll (Lodz,1912-1983, Gerusalemme) in Bepikudèkha Asìcha (p. 499) fa notare che nella tefillà di Shavu’ot non diciamo “Yom mattàn toratènu” il giorno in cui ci fu data la Torà”, come nelle altre feste: di Kippur diciamo “il giorno di Kippur”; di Pèsach, “il giorno della nostra libertà“; di Sukkòt, il giorno della nostra felicita’”. Di Shavu’ot diciamo invece “zemàn…
Usi e costumi della festa di Shavuòt secondo Rav Abraham Isaac Sperling
Il rabbino Sperling nacque a Leopoli 1851 e vi morì nel 1921. Nel 1891 pubblicò il suo libro: Ta'amè HaMinhaghìm (Le ragioni delle usanze) che ancora oggi è considerato il testo più pratico per la conoscenza delle usanze e delle loro fonti. Di seguito le spiegazioni di Rav Sperling e una breve analisi dell’autore sugli usi di Shavu’òt. Nella Torà…
Parashà di Bemidbar: I discepoli sono come i figli
Il quarto libro della Torà è chiamato “Numeri” per via del fatto che inizia con il censimento degli uomini abili alla guerra, tribù per tribù. Nei primi due capitoli vengono censiti i figli d’Israele, dopodiché vengono censiti i Leviti. Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808-1888, Frankfurt) commenta che prima della descrizione del censimento appaiono i nomi di Moshè e di Aharon,…
Parashà di Behàr-Bechukkotày: La Terra desolata
Questa parashà inizia con le seguenti parole: “Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti. La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino…
Parashà di Emòr: perché gli ebrei sono chiamati “Adàm”
Il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nel Mishnè Torà (Hilkhòt Yesodè Ha-Torà, cap. 5:1) cita un versetto dalla nostra parashà. Egli scrive: “L'intera casa d'Israele ha il comandamento di santificare il grande nome (di Dio), come è detto (Vaykrà, 22:32): «Sarò santificato in mezzo ai figli d'Israele» (Kiddùsh Hashem). Inoltre, è stato loro comandato di non profanarlo, come è detto…
Parashà Acharè Mot-Kedoshìm: L’obbligo di salvare colui che è in pericolo
Nella parashà di Kedoshìm la Torà ci comanda di darsi da fare per salvare un nostro fratello in pericolo, con queste parole: “... non restare inerte di fronte al sangue del tuo prossimo, Io sono il Signore” (Vaykrà, 19:16). Rashì (Troyes, 1040-1105) nel suo commento, cita il trattato Sanhedrin (73a) dove i Maestri affermano: “Da dove si deduce che colui…
Parashà Tazria’-Metzora’: La discussione tra Tineius Rufus e rabbi Akivà
In questa parashà è scritto che quando una donna darà luce ad un figlio maschio “Nell’ottavo giorno verrà circoncisa la carne del suo prepuzio” (Vaykrà, 12:3). Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) in Mesoras Harav commenta che l’atto della circoncisione (milà) è concettualmente simile a molte altre mitzvòt: vi è questa mitzvà di circoncidere il figlio nello stesso modo che…
Contare i giorni, costruire la libertà: il senso profondo della Sefirat ha-Omer
C'è un momento, ogni sera per quarantanove giorni consecutivi, in cui gli ebrei di tutto il mondo si fermano, pronunciano una breve benedizione e annunciano ad alta voce il numero del giorno: "Oggi è il terzo giorno dell'Omer", o il diciassettesimo, o il quarantaquattresimo. A prima vista sembra un gesto meccanico, quasi burocratico. Ma il semplice atto di contare porta…




















