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    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Contare i giorni, costruire la libertà: il senso profondo della Sefirat ha-Omer

    Di Rav Ariel Di Porto

    C'è un momento, ogni sera per quarantanove giorni consecutivi, in cui gli ebrei di tutto il mondo si fermano, pronunciano una breve benedizione e annunciano ad alta voce il numero del giorno: "Oggi è il terzo giorno dell'Omer", o il diciassettesimo, o il quarantaquattresimo. A prima vista sembra un gesto meccanico, quasi burocratico. Ma il semplice atto di contare porta…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Stasera la ricorrenza di Yom HaShoah

    Di Redazione

    Inizia questa sera, 13 aprile, Yom HaShoah, il Giorno del ricordo della Shoah e dell’eroismo (Yom HaZikaron laShoah ve-laGevurah), una delle ricorrenze più solenni del calendario ebraico. Istituita nei primi anni dello Stato di Israele e collocata il 27 del mese di Nissan, la giornata unisce il ricordo delle vittime allo spirito di resistenza e dignità del popolo ebraico durante…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Quarant’anni fa la storica visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga. Rav Riccardo Di Segni ricorda quel giorno e il suo significato

    Di Elisabetta Fiorito

    È il 13 aprile 1986. Per la prima volta in assoluto un pontefice entra in un tempio ebraico. È Giovanni Paolo II, accolto dal Rabbino capo Elio Toaff, una svolta nei rapporti ebraico-cristiani, culminata in un celebre abbraccio. La visita ha segnato un punto di svolta dopo secoli di relazioni complesse, attuando concretamente lo spirito della dichiarazione conciliare Nostra Aetate del 1965. In…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Sheminì: animali impuri e l’ipocrisia

    Di Donato Grosser

    In questa parashà la Torà insegna agli israeliti quali siano gli animali che sono per noi cascer e quali non lo sono: “Il Signore parlò a Moshè e ad Aharon e disse loro: "Parlate agli Israeliti dicendo: "Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutti i quadrupedi che ci sono sulla terra. Ogni quadrupede che abbia uno zoccolo e…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Pesach 5786

    Di Rav Riccardo Shemuel Di Segni

    Sappiamo tutti che la sera di Pesach si mangia il maròr, l’erba amara. Si mangia l’erba amara, come spiegato nel Sèder, per ricordare l’amarezza della schiavitù. Non tutte le erbe vanno bene, la Mishnà e il Talmùd specificano esattamente quali specie si possano usare, e in che modo e quantità debbano essere consumate; poi le tradizioni si dividono dando la…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Tzav: “Il sangue, il sangue, il sangue”

    Di Donato Grosser

    La proibizione di non mangiare sangue è espressa in questa parashà con queste parole: “E non mangerete affatto sangue, né di uccelli né di animali domestici, dovunque abitiate. Chiunque mangerà sangue di qualunque specie, sarà eliminato dal suo popolo" (Vaykrà, 7:26-27). Mangiare sangue intenzionalmente è quindi una trasgressione punita con la pena del “karèt”, che significa che il trasgressore morirà…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Vayikrà: Moshè, il leader con la piccola alef

    Di Donato Grosser

    Hershel Schachter (Scranton, 1941) in una sua derashà, pubblicata in Insights and Attitudes (pp.135-6) cita il trattato talmudico Chaghigà (5b) nel quale i Maestri hanno insegnato “vi sono tre tipi di persone per le quali il Santo, Benedetto Egli sia, piange ogni giorno: per colui che è in grado di dedicarsi allo studio della Torà e non vi si dedica;…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Vayakhèl-Pekudè: Mitzvòt permanenti e temporanee

    Di Donato Grosser

    Hershel Schachter (Scranton, 1941-) in Insights and Attitudes (p.128-9) fa notare che in queste due parashòt la Torà descrive la costruzione del Mishkàn, il tabernacolo mobile, e la preparazione dei vestimenti dei kohanìm. In entrambi i casi gli addetti ai lavori seguirono le istruzioni che avevano ricevuto. Con tutto ciò la Torà sottolinea che nella preparazione dei vestimenti dei kohanìm…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Ki Tissà: Come si distingue un ebreo da un gentile?

    Di Donato Grosser

    In questa parashà viene ripetuta la mitzvà di osservare lo Shabbàt con queste parole: “I figli d'Israele dovranno osservare il sabato,  facendo il sabato di generazione in generazione come un patto perenne  (Shemòt, 31:16). Molti commentatori si soffermano sulle parole “facendo il sabato” (la’asòt et ha-shabbàt). Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808, 1888, Frankfurt) traduce questo versetto in questo modo: “Thus…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    L’eclissi del volto e lo svelamento della provvidenza: il senso di Purim nella storia ebraica

    Di Rav Ariel Di Porto

    Nella lunga e tormentata trama della storia ebraica, esiste un filo che lega la sopravvivenza del nostro popolo a una forza invisibile ma onnipresente. Questa forza trova la sua massima espressione in Purim, che non è solo un racconto di liberazione politica; è il paradigma di come il Creatore agisce nel mondo quando sembra che il Suo volto sia nascosto.…