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    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    L’eclissi del volto e lo svelamento della provvidenza: il senso di Purim nella storia ebraica

    Di Rav Ariel Di Porto

    Nella lunga e tormentata trama della storia ebraica, esiste un filo che lega la sopravvivenza del nostro popolo a una forza invisibile ma onnipresente. Questa forza trova la sua massima espressione in Purim, che non è solo un racconto di liberazione politica; è il paradigma di come il Creatore agisce nel mondo quando sembra che il Suo volto sia nascosto.…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Terzavè: Perché Moshè non fu Kohen Gadol

    Di Donato Grosser

    Questa è la sola parashà della Torà, escluse quelle del libro di Bereshìt, nella quale non appare il nome di Moshè. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993) cita il Gaon Eliyahu di Vilna (1720-1797) che afferma che nella parashà di Tetzavè non appare il nome di Moshè perché nella maggior parte degli anni, questa parashà viene letta nella settimana nella quale…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Terumà: I simboli dei colori del tabernacolo

    Di Donato Grosser

    La parashà si apre con la richiesta agli israeliti di donare materiali per la costruzione del Mishkàn (tabernacolo): “Il Signore disse a Moshè:  Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un'offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore.  Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame,  tessuti di techèlet (un colore azzurro estratto da…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Mishpatìm: Rav Soloveitchik spiega perché è scritto “un occhio per un occhio”

    Di Donato Grosser

    In una lezione data nel 1957 rav Joseph Beer Soloveitchik spiegò per quale motivo nella Torà è scritto “un occhio per un occhio” (in Shemòt, 21:24, nella nostra parashà,  e anche in Vaykrà, 24:20), se dalla tradizione orale tramandata da Moshè sappiamo che non si tratta della legge del taglione ma dell’obbligo di un compenso monetario per il danno causato…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Yitrò: Bisogna decidere i casi difficili anche se da due soldi

    Di Donato Grosser

    Yitrò, suocero di Moshè, quando venne a sapere quello che il Signore aveva fatto al Mar Rosso e ad ‘Amalek, partì da Midian per andare  all’accampamento degli israeliti nel Sinai. Arrivato là vide che “Il giorno seguente Moshè si sedette per amministrare la giustizia al popolo, e il popolo rimase intorno a Moshè dalla mattina alla sera. Quando il suocero…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Beshallàch: Quando si intona un canto all’Eterno

    Di Donato Grosser

    Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divrè Aggadà (p.166) fa notare che la Shiràt Hayàm (cantica del mare) fu intonata dagli israeliti quando videro che gli egiziani subirono la punizione divina, come è scritto: “La tua destra, o Eterno, è mirabile per la sua forza, la tua destra, o Eterno, schiaccia i nemici. Con la grandezza della tua maestà,…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Bo - Tra salto divino e crescita umana

    Di Rav Ariel Di Porto

    In un articolo intitolato “Chipazon: Rapid Redemption”, Rav Alex Israel della Yeshivà Har Etzion offre uno spunto particolarmente fecondo per comprendere la Parashà di Bo e il significato profondo dell’uscita del popolo ebraico dall’Egitto. Nel cuore dell’Esodo viene infatti sviluppato un tema che non si limita alla descrizione storica degli eventi, ma che possiede profonde implicazioni teologiche: il carattere improvviso…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Parashà di Vaerà: Il quinto bicchiere di vino allude alla redenzione futura

    Di Donato Grosser

    All’inizio di questa parashà Dio dice a Moshè che per mantenere il patto con i patriarchi, libererà gli israeliti dalla schiavitù in Egitto e li porterà nella Terra Promessa: “Perciò dì ai figli d’Israele: Io sono l’Eterno, vi sottrarrò (ve-hotzetì) ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi emanciperò (ve-hitzaltì) dalla loro schiavitù, e vi redimerò (ve-gaaltì) con…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    “In te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen. 12:7)

    Di Redazione

    Pubblichiamo di seguito l'intervento di Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, in occasione dell'incontro che si è tenuto presso la Pontificia Università Gregoriana per la 37a Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei in occasione dei 60 anni di Nostra Aetate. “In te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen. 12:7) La…

    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    L’empatia brucia però non consuma

    Di Rav Pierpaolo Pinhas Punturello

    Siamo ormai entrati nel pieno del percorso di liberazione che ci racconta il libro di Shemot e mi pongo una domanda: "Perchè Moshè Rabenu è stato scelto come nostro leader e guida? Cosa ha visto Dio in Moshè che gli ha fatto decidere che lui era degno e pronto per diventare il leader ed il maestro più importante di tutta…