
Il Rabbino Pierpaolo Pinhas Punturello sarà il nuovo Rabbino capo della Comunità ebraica di Lisbona. Un incarico che segna per lui il ritorno a un ruolo pienamente comunitario dopo anni dedicati soprattutto all’educazione e alla formazione. Nato a Napoli nel 1977, Rav Punturello ha costruito il proprio percorso rabbinico sotto la guida del Rav Giuseppe Laras z”l, completando la sua formazione in istituzioni israeliane di primo piano come il Bet Midrash Sefardi di Gerusalemme, il Machon Amiel e la Yeshivat Hamivtar di Efrat. In Italia ha servito la Comunità ebraica di Napoli; successivamente si è distinto in ambito educativo come Direttore degli Studi Ebraici presso il Centro Ibn Gabirol di Madrid.
Intervistato da Shalom, ha raccontato il significato personale della nomina con parole che restituiscono il senso del passaggio: “Per me è una bella sfida, anche sul piano personale. Sono rabbino, ma da molti anni non svolgo il ruolo di rabbino di comunità: mi sono dedicato principalmente alla scuola e all’educazione. Tornare oggi a una guida comunitaria rappresenta un cambiamento importante”. Un ritorno che riporta alla memoria l’esperienza vissuta a Napoli, ma in un contesto molto diverso, quello portoghese. Rav Punturello rivendica con convinzione la propria formazione italiana: “Sono molto orgoglioso di essere un ebreo italiano. La nostra tradizione ha sempre saputo tenere insieme più dimensioni: identità ebraica e appartenenza alla società, cultura religiosa e cultura nazionale” E ancora: “Credo che uno dei punti di forza dell’ebraismo italiano sia proprio questo sguardo costante sul mondo. I rabbini italiani hanno saputo essere pienamente parte della società in cui vivono, senza rinunciare alla propria identità ebraica. È un equilibrio che considero prezioso”. Uno sguardo che intende portare anche a Lisbona. La Comunità ebraica locale si presenta come un mosaico articolato, con anime diverse per provenienza e storia: francesi, israeliani, portoghesi di radici differenti convivono in una realtà fortemente internazionale. “La sfida è creare uno spazio comune – ha spiegato – Non si tratta di appiattire le differenze, ma di costruire un’identità condivisa in cui ciascuno possa riconoscersi”. Un’impostazione che riflette la sua visione del rabbinato come guida capace di coniugare tradizione, apertura e coesione. “Mi piace l’idea di una comunità accogliente, internazionale, capace di valorizzare le diverse sensibilità che la compongono”, ha concluso.
Con questa nomina, la Comunità ebraica di Lisbona si affida a un rabbino con un solido profilo formativo e una marcata vocazione educativa, chiamato ora a tradurre quell’esperienza in una leadership comunitaria attenta alle sfide del presente.













