
Israele ha espresso una forte e immediata vicinanza alla Svizzera dopo la gravissima tragedia che ha colpito la località alpina di Crans-Montana durante la notte di Capodanno. Il presidente dello Stato ebraico Isaac Herzog ha inviato un messaggio ufficiale di cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando che “Israele prega per i feriti, per i soccorritori e per il popolo svizzero in questo momento di profondo dolore”.
Alle parole del Capo dello Stato si è aggiunta la presa di posizione del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, che ha confermato la disponibilità di Israele a fornire assistenza concreta, richiamando l’esperienza maturata dal Paese nella gestione di grandi emergenze civili e disastri complessi, sia sul piano medico sia su quello dell’identificazione delle vittime.
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, nelle ore successive alla tragedia è partito verso la Svizzera anche un team di emergenza israeliano. Accanto alle strutture statali, si stanno mobilitando organizzazioni specializzate come ZAKA, note a livello internazionale per le operazioni di recupero, supporto post-emergenza e assistenza alle famiglie delle vittime in contesti di disastri di massa.
Nel quadro già drammatico dell’accaduto, emerge inoltre un elemento di particolare rilevanza per il mondo ebraico: una sinagoga di Crans-Montana è stata raggiunta dalle fiamme, riportando gravi danni strutturali. L’edificio di culto si trovava nelle immediate vicinanze dell’area interessata dal rogo ed è stato coinvolto dalla propagazione dell’incendio e dalle altissime temperature. Fortunatamente non si registrano feriti all’interno, ma la comunità ebraica locale ha espresso profondo sgomento per la perdita di un luogo simbolo della propria identità religiosa e culturale, proprio nel periodo di massima presenza turistica invernale.
Al momento si contano 47 morti e più di cento feriti. Le operazioni di identificazione delle vittime sono tuttora in corso e risultano particolarmente complesse. La tragedia di Crans-Montana ha scosso l’opinione pubblica internazionale. In questo scenario, la risposta israeliana, fatta di solidarietà, presenza concreta e attenzione anche alla dimensione spirituale e comunitaria, si inserisce in una lunga tradizione di impegno umanitario che va oltre i confini nazionali, riaffermando il valore della responsabilità condivisa di fronte al dolore e alla perdita di vite umane.













