Eleganza e originalità hanno contraddistinto le attività editoriali di Virginia Tedeschi che, fin dal suo primo romanzo “Il regno della donna” (1879), usava firmarsi con lo pseudonimo di Cordelia. Non a caso aveva scelto il nome della figlia di Re Lear dell’omonima tragedia di Shakespeare, nota per la sua bellezza e integrità, nelle cui qualità evidentemente si riconosceva.
Cordelia era nata a Verona nel 1849 e dimostrò una vocazione alla scrittura fin da giovane favorita prima dall’ambiente famigliare (il padre era socio di una casa editrice e il fratello giornalista) poi dal matrimonio con Giuseppe Treves, fratello e socio di Emilio tra più importanti editori italiani.
Impegnata nella letteratura per giovani signorine, ebbe modo di dare un innovativo contributo alla pubblicistica di fine ottocento dedicata all’infanzia e al mondo femminile. Infatti, a caratterizzare i diversi periodici che dirigeva era la qualità dei contenuti e delle illustrazioni: il “Giornale dei fanciulli” (1884-1901) e “Mondo piccino” (1885-1905) proponevano fiabe, rubriche e giochi accompagnate da incisioni.
La sua rivista più nota fu però “Margherita” (1878-1821) – in onore della prima Regina d’Italia – un giornale lussuoso e sofisticato dedicato alle signore della borghesia. In questo caso i testi erano seguiti da preziosi figurini, che permettevano di aggiornare le lettrici sulle mode italiane ed estere, regole di galateo e notizie mondane mentre ampio spazio era dato alla letteratura con racconti e romanzi.
La creazione di questa rivista dimostrava la presenza di un nuovo pubblico, ma anche i progressi per l’emancipazione femminile per cui Cordelia si batté per tutta la vita.