
Per questa settimana ho scelto un brasato di manzo con cipolle e prugne: una carne che cuoce piano, senza fretta, e che proprio per questo diventa tenera e ricca di sapore. Le cipolle portano dolcezza, le prugne una nota intensa, il vino lega tutto. È una ricetta fatta di scelte piccole, ma importanti: dosare, aspettare, assaggiare, aggiustare. A volte anche la vita , e la democrazia , ci chiedono proprio questo: scegliere con attenzione e poi prenderci cura della scelta fatta.
Questo articolo nasce prima che si conoscano i risultati delle elezioni in Israele. Insomma, è stato scritto mentre le urne sono ancora aperte e ogni corrente politica coltiva le proprie speranze. Quando lo leggerete, forse qualcuno starà festeggiando, qualcuno starà facendo calcoli e qualcun altro dirà, con aria tranquilla, che aveva previsto tutto. Ma mentre scrivo, il risultato è ancora una promessa sospesa.
C’è qualcosa di potente in una giornata elettorale. Una scheda, un segno, una scelta personale che entra in una storia collettiva. La democrazia ci ricorda che nessuno è del tutto spettatore: possiamo avere idee diverse, provenire da mondi diversi, desiderare strade diverse, eppure siamo chiamati a partecipare. Il voto non risolve ogni problema e non garantisce che le nostre speranze si avverino. Ma afferma che il futuro non è una cosa che accade soltanto agli altri: in qualche misura, siamo responsabili anche noi.
Nell’ebraismo, la scelta è molto più di un gesto occasionale. Non scegliamo soltanto un partito, un programma o una bandiera. Scegliamo continuamente come stare al mondo: se avvicinarci alla giustizia o girarci dall’altra parte; se dire la verità, anche quando è scomoda, o preferire una bugia più conveniente; se fare spazio al bene oppure lasciarlo sempre a qualcun altro.
La Torah mette questa responsabilità in parole semplici e immense: «Scegli dunque la vita». Non è soltanto un invito a esistere, ma a orientarsi verso ciò che rende la vita più piena, più giusta, più degna di essere condivisa. E il profeta Michea lo traduce in gesti concreti: praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare con umiltà.
Forse è qui che la scelta diventa davvero ebraica: quando smette di essere soltanto una dichiarazione e diventa un impegno. Non basta dire di stare dalla parte del bene; bisogna domandarsi che cosa facciamo, oggi, perché il bene arrivi un po’ più lontano. Non basta desiderare giustizia per noi; dobbiamo riconoscerla anche quando riguarda chi non ci somiglia o non vota come noi. E non basta difendere la verità quando ci dà ragione: è proprio quando ci mette alla prova che la nostra scelta conta di più.
La democrazia affida a ciascuno una voce. L’ebraismo ci ricorda che quella voce porta con sé una responsabilità: non soltanto scegliere chi guiderà, ma scegliere ogni giorno che cosa
vogliamo contribuire a costruire. Un mondo più duro o più umano. Più indifferente o più attento. Più ingiusto o un poco più giusto.
Non possiamo decidere da soli l’esito delle elezioni, né controllare tutto ciò che verrà dopo. Possiamo però scegliere il nostro prossimo gesto: ascoltare, aiutare, riparare, dire la verità, fare del bene. E a volte il bene comincia proprio così: da una decisione piccola, concreta, ripetuta. Come tenere d’occhio una pentola sul fuoco, assaggiare, aggiungere ciò che manca e avere la pazienza di aspettare che il sapore si compia.
Brasato di manzo con cipolle e prugne
Ingredienti per 6–8 persone
- 1,8 kg di manzo adatto alla cottura lenta, in un unico pezzo
- 3 cipolle grandi, affettate
- 3 spicchi d’aglio
- 200 g di prugne secche denocciolate
- 400 ml di vino rosso kosher
- 300 ml di brodo di carne parve
- 2 cucchiai di olio d’oliva
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- 2 rametti di timo o rosmarino
- Sale e pepe
- Facoltativo: qualche chicco di melagrana per servire
Preparazione
Asciugate la carne e conditela generosamente con sale e pepe. In una casseruola capiente, scaldate l’olio e rosolatela bene su tutti i lati. Toglietela dalla pentola e tenetela da parte.
Nella stessa casseruola cuocete le cipolle a fuoco medio per circa 10 minuti, finché saranno morbide e dorate. Unite l’aglio e il concentrato di pomodoro e mescolate per un minuto.
Versate il vino e lasciatelo sobbollire per qualche minuto, raschiando il fondo della pentola per raccogliere tutto il sapore. Aggiungete il brodo, il timo e le prugne.
Rimettete la carne nella casseruola. Il liquido dovrebbe arrivare circa a metà della sua altezza. Coprite e cuocete a fuoco molto basso per circa 3 ore, girando la carne ogni tanto, finché sarà tenerissima. In alternativa, cuocetela in forno a 160 °C.
Lasciate riposare la carne per 15 minuti prima di affettarla. Se il fondo è troppo liquido, fate restringere la salsa sul fuoco per qualche minuto. Servite il brasato con la salsa di cipolle e prugne, e, se vi piace, completate con qualche chicco di melagrana.













